Il murale delle Orobie, biglietto da visita in città
AL RONDÓ DELLE VALLI. Al rondò delle Valli, Lidia Cao firma per il festival «Mura» un murale di 120 metri: Orobie e Cascate del Serio al posto delle scritte no-vax.
Lettura meno di un minuto.Il colpo d’occhio è impattante: 120 metri di muro prendono vita attraverso forme e colori che richiamano l’identità bergamasca, lì dove prima campeggiavano indecorose scritte no-vax. È il murale dell’artista spagnola Lidia Cao al rondò delle Valli per il festival di street art «Mura». Impresse sulla parete in ingresso in città dalla Valle Seriana, a Redona, ci sono le Orobie e le Cascate del Serio. Una ragazza, di spalle, e due cani contemplano sereni il panorama, trasmettendo un senso di pace. L’opera è già stata apprezzata, anche se ha già sollevato qualche critica. «Che ci fa un levriero di quelle dimensioni tra le Orobie?», ha fatto notare qualche commentatore sui social, dove il murale è già diventato virale.
«Ho voluto trattare gli intorni di Bergamo offrendo un po’ di respiro e di natura in un periodo storico di così tanta rapidità e immediatezza come questo», ha spiegato la 29enne galiziana ieri, durante la presentazione pubblica dell’opera. «Era complicato lavorare qui, ma il risultato è bellissimo», commenta l’assessore alla Cultura, Sergio Gandi. Parla di un «piccolo museo a cielo aperto» Davide Pansera, co-direttore di «Mura» e coordinatore del progetto Tantemani. Ma il murales è soprattutto «il frutto di un percorso partecipativo – aggiunge Paolo Baraldi, co-direttore del festival –. Sono stati coinvolti non solo i frequentatori dell’Edoné, ma anche le scuole e, online, tutti i cittadini».
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