La crisi del mercato
Bergamo, flop in via Spino

«Se si va avanti così, entro la fine dell’anno il 30-40% degli ambulanti se ne va da via Spino». È lapidario Giulio Zambelli, presidente Anva-Confesercenti Bergamo sul destino della nuova area mercatale di Bergamo, dopo il trasloco dalla storica piazza della Malpensata.

Una stima che non sorprende poi così tanto se si guardano i numeri del mercato di ieri: su 145 banchi ne erano presenti solo 94. All’appello ne mancavano ben 51. La pioggia ha fatto la sua parte, sia per gli ambulanti che per i clienti, ma la componente meteo non è l’unica che ha portato allo svuotamento della piazza.

«Se dopo tre mesi abbiamo queste assenze, è evidente che molti operatori non torneranno più – rincara la dose Mauro Dolci, presidente Fiva-Ascom Bergamo –. Alcuni hanno subito la crisi del lockdown e non hanno più riaperto, ma non è solo questo. Questo mercato è proprio partito male, si è perso almeno il 40% del lavoro rispetto a quando si era in Malpensata. Non voglio assolutamente fare polemica, purtroppo questa è la realtà. Avevamo messo in conto qualche sofferenza, ma non fino a questo punto. Se il mercato è destinato a morire, gli ambulanti preferiscono andarsene prima, cercando un’altra piazza».

Parcheggi dei banchi vuoti e poca gente in giro. Anche se le limitazioni inizialmente introdotte nei mercati per contrastare il coronavirus che potevano in parte scoraggiare la clientela (come il contingentamento degli ingressi, la perimetrazione dell’area, la misurazione della temperatura) sono state sospese. Gli ambulanti ce la stanno mettendo tutta per allestire un mercato come si deve, che invogli al passeggio e allo shopping nella nuova area disegnata dal Comune di Bergamo con un investimento di oltre un milione di euro: «Abbiamo creato una zona solo per i banchi alimentari, in mezzo al mercato – illustra Giulio Zambelli, presidente Anva-Confesercenti –. In questo modo i clienti per raggiungerla devono fare tutto il giro del mercato, dando uno sguardo a tutti i banchi con le diverse merceologie. Nonostante tutti gli sforzi, il mercato sta facendo davvero fatica a prendere piede, la speranza è che la situazione possa migliorare. Un poco diversa è la situazione in piazzale Alpini (dove si sono spostati una trentina di banchi della Malpensata, ndr). Sembra che lì i banchi, soprattutto gli alimentari, lavorino un po’ di più».

Secondo Mauro Dolci c’è più di una ragione dietro alle difficoltà che vive il mercato di via Spino: «La nuova navetta istituita dalla stazione al mercato non viene presa volentieri perché le persone hanno ancora paura di contagiarsi – spiega il presidente Fiva –. Chi invece viene in auto non trova parcheggio perché è utilizzato come area di interscambio per chi va a Milano o in centro a lavorare». La posizione periferica avrebbe fatto perdere una fascia di clientela importante, accorciando anche i tempi di apertura: «C’era chi si fermava a fare la spesa prima di andare al lavoro o dopo, verso le 12.30 – spiega Zambelli –. Molti operatori mi hanno detto che questa fetta di clientela si è persa. Il mercato è troppo fuori dal centro, è stato spostato in una posizione infelice e sbagliata».

Parola agli ambulanti

Gli ambulanti preferivano nettamente il piazzale della Malpensata. «Abbiamo iniziato tre lunedì fa – dice Emilio de Matteis, con un banco di prodotti per l’igiene della casa e della persona - dopo 70 giorni di fermo. Sta andando male, non siamo per niente contenti. In confronto alla Malpensata qui è peggiorata la situazione. Ora stiamo vendendo il 50% in meno rispetto al pre Covid. È un disastro perché siamo stati senza lavorare molto tempo e la nuova ubicazione non ci sta aiutando».

«In Malpensata le persone venivano anche con il brutto tempo – continua Mara Gronchi, che vende ortofrutta – mentre qui è più scomodo e sono scontenti anche i clienti. Il mercato è al servizio soprattutto delle persone anziane ma loro qui fanno fatica a venire, è troppo isolato. Noi stiamo vendendo il 30% di quello che incassavamo alla Malpensata». Anche per i clienti era meglio quando il mercato era nel piazzale della Malpensata. «È la prima volta che vengo – racconta Marina Belloli –, io abito a Loreto e sono venuta in auto ma è molto scomodo: non è facilmente raggiungibile e poi bisogna trovare parcheggio. Mi trovavo meglio quando era alla Malpensata. È comunque gradevole, però, poter ritornare dopo l’emergenza e speriamo che col tempo vada meglio». «Sono di Monterosso – dice Fabrizio Licini –, sono venuto in auto ed è difficile trovare parcheggio. È la seconda volta che vengo da quando ha riaperto, prima andavo alla Malpensata e lo preferivo».

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