La pillola anti-Covid in Italia da febbraio, l’Istituto Negri: «È per i fragili, eviterà casi gravi»

Intervista ad Antonio Clavenna, farmacologo, responsabile del laboratorio di Farmacoepidemiologia dell’Istituto Mario Negri: «È uno strumento importante, l’antivirale aiuterà a ridurre sensibilmente il rischio di ospedalizzazione e morte nei positivi soggetti a maggior rischio. Ci aspettiamo che il farmaco sia efficace anche contro la variante Omicron».

La pillola anti-Covid in Italia da febbraio, l’Istituto Negri: «È per i fragili, eviterà casi gravi»
Confezioni di Paxlovid
(Foto di Ansa)

La pillola anti-Covid targata Pfizer arriverà in Italia nella prima settimana di febbraio. Ad annunciarlo nelle scorse ore il commissario Francesco Figliuolo: giovedì il Ministero della Salute ha finalizzato un contratto di fornitura di 600mila trattamenti per il 2022, di cui i primi 11.200 saranno distribuiti alle Regioni già nei prossimi giorni. L’annuncio segue il via libera concesso da Ema alla pillola Paxlovid, questo il nome commerciale: dai dati comunicati, il preparato riduce dell’89% il rischio di ospedalizzazione e morte nelle persone risultate positive al virus. «È uno strumento importante, l’antivirale aiuterà a ridurre sensibilmente il rischio di ospedalizzazione e morte nei positivi soggetti a maggior rischio - spiega Antonio Clavenna, farmacologo, responsabile del laboratorio di Farmacoepidemiologia dell’Istituto Mario Negri -. Peraltro ci aspettiamo che il farmaco sia efficace anche contro la variante Omicron, attualmente dominante».

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