Esplosione in via Longo a Bergamo, i residenti: «La strada invasa dai vetri. Ora contiamo tutti i danni»
NEL QUARTIERE. «Ho pensato a un attacco terroristico. Sembrava una bomba. Anzi, è stata una bomba».
Lettura 1 min.Per tutta la mattina in via Longo si continuano a raccogliere i frammenti di vetro. È un rumore assordante quello dei cocci che riempiono i bidoni. Ma di schegge in strada ce ne sono ancora tante. Arrivano fino a 30 metri dalla palazzina al civico 9 dov’è avvenuta l’esplosione. Ci vorrà tempo per rimuoverle tutte. Come ci è voluto tempo nel quartiere di Borgo Santa Caterina per riprendersi dalla paura per quel che è successo.
«Ero seduta a mangiare quando ho sentito l’esplosione. Lo spostamento d’aria mi ha fatta indietreggiare dal tavolo con la sedia. Avevo pezzi di vetro nel soggiorno, arrivavano dal palazzo di fronte», racconta Livia Lageder, residente di un appartamento al secondo piano dello stabile di via degli Albani che affaccia sul condominio da cui è partito lo scoppio. «Non ho visto la fiammata ma un bagliore arancione. In quel momento ti senti completamente disorientato», afferma la donna, che oltre allo spavento deve fare i conti coi danni: «La porta di casa mia è scardinata, le finestre non si chiudono più, le tapparelle sono accartocciate, i cassoni che le contengono sono bombati. E la mia macchina non ha più un finestrino».
L’esplosione in via Longo a Bergamo, la galleria fotografica
«Mia moglie che era in casa ha sentito urla e strilli. Siamo subito scesi in strada. È stato un botto secco. Una signora mi ha detto di averlo sentito in piazza Sant’Anna»
Chi non conta le perdite, ha ancora impresso il boato di lunedì. «È stato troppo, troppo forte – dice Lorella Bonasia, che abita in via Suardi –. Ho pensato a un attacco terroristico. Sembrava una bomba. Anzi, è stata una bomba». In quei frangenti c’è chi ha temuto per i propri cari: «Mio cugino abita nella scala accanto a quella dove c’è stata l’esplosione. Mi sono allarmata, ho pensato avesse perso la vita», spiega Barbara Fardella. Marco Ferrari vive in via Suardi, ma casa sua guarda su via Longo: «Mia moglie che era in casa ha sentito urla e strilli. Siamo subito scesi in strada. È stato un botto secco. Una signora mi ha detto di averlo sentito in piazza Sant’Anna». Qualcuno, come Antonella Cortinovis, residente di fronte alla Curva Sud dello stadio, ha creduto «fosse un tuono». Qualcun altro ha temuto fosse un terremoto. «Abito davanti al Mascheroni – conclude Diana Moreno –. Le porte di casa mia hanno tremato».
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