L’Orto botanico cerca i «custodi dei semi»
delle varietà antiche

LA CURIOSITA’. Progetto di «citizen science»: l’esempio della rara «cipolla piatta», coltivata da un orticoltore sopra San Vigilio.

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I semi dell’orto botanico «Rota» escono dalle aiuole di Astino per germinare negli orti collettivi comunali della città. Una sperimentazione è stata fatta agli orti del «Quintino» di Monterosso con piselli, fagioli, fave e pomodori, ma l’obiettivo è coinvolgere sempre più cittadini nella coltivazione, chiedendo com’è andata. E se, una volta finito sul piatto, l’ortaggio è buono. Spiega il direttore dell’Orto Francesco Zonca: «Abbiamo predisposto una scheda da compilare, con domande sull’esperienza di coltivazione, come trovano il prodotto, come si presta in cucina. È un progetto di “citizen science” che vorremmo portare in tutti i 13 orti collettivi della città con cui collaboriamo».

L’Orto botanico di Bergamo, attraverso la sua grande «nursery» alla Valle della Biodiversità di Astino, fornisce semi alla collettività. Ma ne è anche alla ricerca. In particolare di varietà antiche e dei loro custodi. Di recente i tecnici dell’Orto ne hanno incontrato uno, un coltivatore di una cipolla, poi identificata come «cipolla piatta di Bergamo», ora oggetto di «Sigula», un progetto per la tutela e la salvaguardia delle cipolle in Lombardia, in collaborazione con l’Università di Pavia. «Era una varietà che cercavamo da anni – continua Zonca –. Siamo andati a trovare un orticoltore sopra San Vigilio che da decine di anni coltiva un fagiolo particolare portato dall’Egitto da un suo amico archeologo. È stato lui ad indicarci un agricoltore che sui colli coltivava da anni una cipolla particolare. Siamo andati a trovarlo, era proprio la cipolla piatta che cercavamo: questo coltivatore è l’unico, per quando ci risulta, a coltivare questa varietà antica».

L’obiettivo è proteggere la varietà aiutando gli agricoltori, stimolando lo sviluppo di filiere nuove, anche attraverso incontri pubblici, iniziative e una collezione permanente di cipolle ad Astino»

La cipolla (insieme ad altre quattro varietà lombarde) è ora al centro di un progetto sulla salvaguardia delle cipolle: «Soprattutto quello locale è un patrimonio a rischio, le rese sono in calo per il cambiamento climatico, per le nuove patologie, soprattutto fungine, e anche perché i semi di cipolla, ricchi di oli, deperiscono facilmente e perdono germinabilità. I semi saranno analizzati dall’Università di Pavia che farà dei test per riparare gli eventuali danni cellulari, facendo una caratterizzazione genomica e uno studio fitopatologico. Poi si farà una semina in campo, utilizzando biostimolanti per rendere la varietà più forte. L’obiettivo è proteggere la varietà aiutando gli agricoltori, stimolando lo sviluppo di filiere nuove, anche attraverso incontri pubblici, iniziative e una collezione permanente di cipolle ad Astino». Infine l’appello: «Invitiamo chi coltiva da seme la stessa varietà da tanti anni a contattarci, è interessante per noi capire come si è ambientata nei territori, come è cambiata. L’orto è sempre alla ricerca di custodi dei semi». Il riferimento è lo 035.399670 o [email protected].

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