Lotta alla siccità, clima e tutela idrica nel Piano regionale

AGRICOLTURA. Arpa: poca neve, indicatori giù dal 30 al 60%. A Milano primo sì al programma su bonifica e irrigazione. Risparmio e difesa suolo, ma resta il nodo delle risorse.

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Poche nevicate in montagna in inverno e primavera, meno acqua disponibile in quota per i fabbisogni della stagione estiva. I dati ufficiali di Arpa Lombardia sullo «Snow Water Equivalent», l’equivalente in acqua del manto nevoso, rivelano valori nettamente inferiori alla media del periodo 2015-2025, con deficit compresi, in base ai punti di prelievo, tra il 30 e il 60%, mentre sui ghiacciai lombardi l’innevamento rispetto alla media decennale di riferimento è sotto del 39%. «Tutta la stagione nivologica – spiega Tommaso Porro, del Centro regionale neve e valanghe dell’Arpa – è stata caratterizzata da uno scarso innevamento, a tutte le quote».

Il freddo non ha aiutato

Anche il freddo, paradossalmente, non è stato d’aiuto: «Le temperature particolarmente rigide tra la fine di dicembre e l’inizio di gennaio – spiegano ancora da Arpa – hanno influenzato la densità media della neve e conseguentemente la quantità di acqua immagazzinata nel manto nevoso». Così sono possibili «ripercussioni sulla disponibilità della risorsa idrica durante la stagione estiva», come peraltro confermato dall’ultimo tavolo regionale per la gestione dell’acqua, durante il quale è stato annunciato che da domenica 21 giugno diminuirà il rilascio idrico dai laghi alpini, come il Sebino, diminuendo la quantità di acqua disponibile per i campi di pianura.

Il Piano regionale

Così, i temi del cambiamento climatico, della siccità, ma anche della difesa del suolo entrano da protagonisti nel nuovo «Piano generale di bonifica, irrigazione e tutela del territorio rurale», che il 17 giugno ha avuto via libera unanime in Commissione Agricoltura in Regione: martedì 30 giugno si arriverà alla discussione in Consiglio regionale. «Il punto politico è chiaro: l’acqua non può essere gestita inseguendo le emergenze – commenta l’azzurra Barbara Mazzali, relatrice del provvedimento –. La Lombardia agricola vive ogni giorno gli effetti di un clima che cambia: lunghi periodi di siccità alternati a fenomeni estremi. Per questo la bonifica e l’irrigazione diventano una leva di governo del territorio, non un tema settoriale».

Cinque punti fondamentali

Il nuovo Piano arriva a vent’anni dal precedente provvedimento, e costituirà la «cornice» entro cui i singoli Consorzi di bonifica – tra cui quello bergamasco della Media pianura – disegneranno i loro programmi di intervento. Il Piano traccia linee operative su cinque direttrici fondamentali: la sicurezza idraulica, per proteggere i territori da alluvioni ed esondazioni; l’efficientamento dei sistemi irrigui; la salvaguardia attiva dell’ambiente; l’integrazione dei tracciati idrici minori con percorsi di mobilità lenta e, infine, un forte impulso alla ricerca, al monitoraggio e alla conoscenza condivisa. Le azioni citate sono numerose: si va dall’ampliare il riutilizzo delle acque reflue depurate, all’utilizzo di cave dismesse come piccoli invasi di accumulo, dal proseguire nella riconversione a metodi di irrigazione ad alta efficienza al potenziamento dei sistemi di monitoraggio.

Molti interventi in questi anni sono stati realizzati, altri sono in progetto, ma accanto alla pianificazione resta il tema della disponibilità di fondi. «Il Piano identifica alcune risorse e modalità di redistribuzione – conclude Mazzali – ma in aula arriveranno anche degli emendamenti che puntano a rafforzare questo tema, allargando le opportunità per accedere a finanziamenti».

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