Nuovo direttore di Oculistica al Papa Giovanni: «Tenere insieme clinica e ricerca»

LA NOMINA. Stefano De Cillà ha esperienza in contesto universitario e ospedaliero di alta specializzazione.

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È Stefano De Cillà il nuovo direttore dell’Oculistica dell’Asst Papa Giovanni. Bresciano d’origine, laureato in Medicina e Chirurgia all’Università di Brescia e specializzato in Oftalmologia nello stesso ateneo, il primario arriva dall’Azienda ospedaliera universitaria Maggiore della Carità di Novara, dove è stato per dieci anni (dal 2016 al 2026) responsabile dell’Oculistica. De Cillà, che ha preso servizio a Bergamo il 1° ottobre, coniuga clinica e ricerca: accanto all’attività in ospedale, è professore associato di Malattie dell’apparato visivo all’Università del Piemonte Orientale, di cui ha avviato la scuola di specializzazione in Oftalmologia.

Nel curriculum anche l’esperienza all’estero al Moorfields Eye Hospital di Londra, con un focus sul trattamento delle cataratte e del glaucoma. Conta oltre 7mila interventi di chirurgia maggiore oculare e più di 80 pubblicazioni scientifiche.

La Struttura complessa di Oculistica del «Papa Giovanni» è inserita nel Dipartimento delle Neuroscienze, diretto da Giovanni Danesi, svolge servizio di pronto soccorso oculistico e nel 2025 ha seguito oltre 700 pazienti ricoverati e gestito più di 22mila prestazioni ambulatoriali, a cui si affiancano circa 2.700 interventi ambulatoriali; all’Oculistica del «Papa Giovanni» afferiscono anche il Centro di ipovisione e riabilitazione di Azzano San Paolo e un laboratorio di elettrofisiologia oculare.

«L’arrivo del professor De Cillà consolida la dimensione clinica, chirurgica, accademica e di ricerca della nostra Oculistica – sottolinea Francesco Locati, direttore generale dell’Asst Papa Giovanni XXIII –. La sua esperienza nella direzione di una struttura complessa, maturata in un contesto universitario e ospedaliero di alta specializzazione, rappresenta un valore importante per lo sviluppo di un’area caratterizzata da elevata complessità e da una forte integrazione multidisciplinare. Con il suo contributo puntiamo a rafforzare le competenze della struttura, sostenere l’innovazione e la ricerca e garantire una presa in carico sempre più qualificata dei pazienti adulti e pediatrici»

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