«Più fresco, vivo e luminoso». L’Eco rinnovato piace ai lettori
IL GIORNALE. Commenti positivi per la nuova veste. Carnevali: «Lettura più gradevole». Gafforelli: «Ordine e chiarezza segno di buona informazione». Cavalieri: «Il “carattere” resta». Locati: «Attenzione per il lettore». Facchinetti: «Una trasformazione utile».
Lettura 2 min.Fresco, chiaro, ordinato. Più leggibile, soprattutto. E per qualcuno è anche «più luminoso». Le impressioni dei lettori sul nuovo aspetto grafico de L’Eco di Bergamo lanciato il 1° ottobre restituiscono grande curiosità e una soddisfazione diffusa.
Certo, il rimando non è esente anche da qualche osservazione critica - com’è giusto che sia per una testata giornalistica - e dalla necessità dei bergamaschi di concedersi il tempo di leggere e osservare a fondo il nuovo «foglio». Ma il risultato dell’operazione di riorganizzazione visiva delle pagine - che ha visto in particolare il cambio di font e l’aumento del carattere sia dei testi degli articoli sia dei titoli, l’utilizzo di una maggiore interlinea (lo spazio tra le righe di testo) e una migliore valorizzazione del colore e delle immagini - sembra aver fatto breccia nel pubblico.
«Più vivo»
«È molto più vivo, più pulito e ordinato. È più fresco, più luminoso. Invoglia la lettura. È meglio di prima», commentano Carlo Scarani e Bruna Consoli mentre sfogliano il giornale seduti al tavolo di un bar. Il cambiamento «si vede a occhio nudo», fa notare Franco Vincenti, a passeggio sul Sentierone con una copia in mano. Scruta l’impaginazione resa più ariosa e la disposizione dei contenuti, studiata per offrire un’esperienza di lettura più fluida e accattivante. «Sembra un po’ più un giornale nazionale», dice.
«Più facile da leggere»
L’elemento più apprezzato, e in modo traversale, resta però la fruibilità nella consultazione: «È più facile da leggere, specialmente per le persone anziane. I titoli ora si vedono anche da lontano», sottolinea Rossana Forcella, che fuori dall’Edicola 33 tra via Corridoni e Borgo Santa Caterina indaga il quotidiano dalla prima all’ultima pagina. È lì, verso la fine, che si sofferma per fare un appunto: «Le previsioni del tempo erano meglio prima - afferma -, ora ci vuole uno sforzo maggiore per leggerle».
La voglia di scoprirlo
Nelle edicole la voglia di scoprire il «nuovo Eco» si è fatta sentire: «Qualcuno chiede ed è curioso delle novità, qualcun altro lo ha comprato apposta perché voleva vedere la nuova grafica», spiega Roberto Lecchi, titolare del chiosco di via Zambonate.
I commenti
I cittadini insomma per ora hanno apprezzato. E lo stesso le istituzioni. La sindaca Elena Carnevali dice la sua: «Mi piace molto la nuova veste grafica: le pagine hanno più respiro e la lettura è più semplice e gradevole. Un bel modo di interpretare il cambiamento». Un’evoluzione, aggiunge, che L’Eco di Bergamo ha fatto propria nel tempo, senza mai dimenticare le sue radici e il «rapporto solido con i bergamaschi» e il territorio. Anche il presidente della Provincia, Gianfranco Gafforelli, sottolinea la migliore leggibilità della nuova versione: «In un’epoca caratterizzata da un eccesso di informazioni e da una crescente velocità nella loro circolazione, ordine e chiarezza non possono essere semplicemente una scelta estetica, ma rappresentano il segno di una buona informazione, intesa come servizio essenziale alla comunità». Il rettore dell’Università di Bergamo, Sergio Cavalieri, ribadisce come la grafica rinnovata continui a esprimere la voglia di essere parte del territorio: «Nuovo carattere, stesso carattere. Mi piace che il direttore Alberto Ceresoli nel suo editoriale metta al centro ciò che nessuna trasformazione può sostituire: l’umano, le relazioni, il sentirsi parte di una comunità».
Leggendo il giornale, al direttore generale dell’Asst Papa Giovanni XXIII, Francesco Locati, torna in mente l’aforisma di Eraclito: «L’unica costante è il cambiamento». Quello de L’Eco per lui «è un grande segno di attenzione al lettore»; un segno «di vitalità, concretezza, apertura». Il rinnovamento piace anche ai bergamaschi illustri della musica: «È più leggibile per tutti, e la prima pagina attira di più - rimarca Roby Facchinetti, frontman dei Pooh -. Una trasformazione rivoluzionaria e assolutamente utile». E così ai campioni dello sport: «È più agevole nella lettura, più moderno e più accessibile a tutti - conclude la campionessa di snowboard cross Michela Moioli -. Un’evoluzione più che positiva».
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