Procura, in arrivo Chiappani
«Il più idoneo per Bergamo»

Nella giornata di mercoledì 13 maggio il plenum del Csm dovrebbe ratificare l’incarico all’attuale procuratore di Lecco dopo la proposta all’unanimità della V Commissione.

Il giudice Antonio Angelo Chiappani, attuale procuratore della Repubblica a Lecco, «risulta certamente il magistrato più idoneo, per attitudini e merito, al conferimento dell’ufficio di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Bergamo».

Antonio Chiappani è il migliore candidato possibile per il posto lasciato vacante dallo scomparso e rimpianto Walter Mapelli alla direzione della Procura di Bergamo, scrive la V Commissione del Csm nella relazione con cui motiva la proposta di assegnare al procuratore di Lecco l’ufficio di Piazza Dante già formulata all’unanimità a febbraio. Una trentina di pagine come biglietto da visita, firmate dal consigliere relatore Marco Mancinetti, che dovrebbe indurre il plenum del Csm a ratificare oggi la «nomina» di Chiappani a Bergamo affidandogli il ruolo ricoperto dall’aggiunto Maria Cristina Rota, facente funzione dall’aprile del 2019. Citando i precedenti pareri attitudinali del Consiglio giudiziario della Corte d’Appello di Milano, del novembre scorso, e quello più datato del Consiglio giudiziario di Brescia, la relazione del Csm tratteggia la figura di un «magistrato veramente esperto, perfettamente padrone sia della materia penalistica sostanziale e processuale che delle tecniche di investigazione e argomentazione, profuse con sagacia, impegno e acume in settori particolarmente complessi quali quelli da lui indagati»,. Il riferimento è alle carriera trentennale interamente svolta in Procura: entrato in magistratura nel 1983, Chiappani ha lavorato fino al 2014 alla Procura di Brescia, come sostituto, alla Dda dal ’94 al 2002, prima di essere nominato procuratore a Lecco. Nel suo vasto curriculum indagini sulla criminalità organizzata, il traffico di armi, lo sfruttamento della prostituzione minorile e il caporalato, con il primo caso di riduzione in schiavitù nel distretto di Brescia. Tra i casi più noti affrontati, il sequestro Soffiantini, un filone dell’inchiesta della strage di piazza della Loggia a Brescia, le indagini sulle connessioni a Brescia e a Cremona di cellule locali col terrorismo jihadista e il sistema di finanziamento islamico tramite money-transfer, il cosiddetto «hawala-Hindi», scoperto a Brescia nell’ambito delle indagini sugli attentati di Mumbay nel novembre del 2009. Nella relazione di accompagnamento per il plenum, il relatore del Csm sottolinea le attitudini organizzative e direttive di Chiappani, l’elevata produttività, «la notevole professionalità, la grande capacità e la vasta esperienza» mostrate alla guida della Procura di Lecco e in ogni caso nelle funzioni di magistrato requirente (sostanzialmente il pm) ricoperte in via esclusiva in 35 anni di carriera. L’esperienza è tra le chiavi della scelta di Chiappani rispetto agli altri tre candidati (erano originariamente nove) alla guida della Procura. Tra questi Enrico Pavone, già sostituto a Bergamo dal ’98 al 2009 e attualmente pm a Milano.

Sposato, nonno di recente, amante dei gialli, chi conosce Antonio Chiappani lo descrive come aperto ed espansivo, a volte fumantino. Dovesse essere ratificata dal plenum, la sua nomina a Bergamo rinnoverebbe una curiosa storia di incroci con Walter Mapelli, vicario a Lecco prima del suo arrivo e poi procuratore a Bergamo dove ora Chiappani dovrebbe raccoglierne l’eredità.

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