Raccolta fondi per il Venezuela. Caritas: «Avanti con gli aiuti»

L’EMERGENZA. Continua l’iniziativa solidale con Fondazione Diakonia. Don Trussardi: «I bisogni sono tanti, non abbandoniamo la popolazione».

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Dopo le scosse, gli edifici sbriciolati come fossero fatti di sabbia, i morti (ormai il conteggio è salito a 2.595), i feriti e le decine di migliaia di dispersi, per il Venezuela martoriato dal terremoto si sta avvicinando la fase più critica e delicata dell’emergenza. Passate le prime, grandi dimostrazioni di solidarietà a livello internazionale, infatti, lentamente ma inesorabilmente l’attenzione verso la situazione del Paese sudamericano sta scemando, scomparendo dalle prime pagine dei giornali e dagli obiettivi delle telecamere.

Raggiunti i 15mila euro

In questo senso, l’appello lanciato dalla Caritas diocesana bergamasca è chiaro: non ci si può fermare qui con gli aiuti umanitari alla popolazione. Intanto, nei primi giorni della raccolta fondi avviata il 29 giugno proprio dalla Caritas insieme alla Fondazione Diakonia ets, sono stati raccolti quasi 15mila euro. Un buon risultato, ma l’auspicio è che la somma possa salire ancora, perché le necessità e i bisogni a cui rispondere sono parecchi, e peggiorano di giorno in giorno.

«In pochi giorni abbiamo raggiunto quasi 15mila euro – spiega il direttore della Caritas diocesana, don Roberto Trussardi –. Le immagini di quel che è successo in Venezuela le abbiamo viste tutti, ma è fisiologico, purtroppo, che l’emozione dei primi giorni tenda ad affievolirsi con il passare del tempo. Da prima notizia nei giornali e nei telegiornali, diventa terza o quarta». Un pericolo da evitare, quello dell’indifferenza, per non abbandonare la popolazione locale, i feriti, chi ha perso tutto (tra cui moltissimi sono bambini) a loro stessi: «Oltre ai tantissimi morti e dispersi – sottolinea don Trussardi – bisogna considerare i bisogni, innegabili, delle persone sopravvissute e tutta la distruzione che le scosse di terremoto hanno portato con loro». Per questo, la raccolta fondi inaugurata da pochi giorni andrà avanti «sicuramente almeno fino al termine dell’estate – aggiunge il direttore della Caritas –. L’appello che rivolgo è di dimostrare ancora una volta il cuore grande dei bergamaschi e aiutare chi vive in condizioni di estrema difficoltà e sofferenza».

Come donare

Seguendo le indicazioni di Caritas Italiana e Internazionale, si è deciso di evitare le raccolte o spedizioni di beni materiali, preferendo le donazioni in denaro da utilizzare per l’attivazione di progetti a sostegno della popolazione. Sono due i canali attraverso cui è possibile dare una mano: donando all’Iban IT31A0760111100001048525214, intestato a Fondazione Diakonia ets (detraibile), o donando alla Diocesi di Bergamo (Caritas diocesana bergamasca). In quest’ultimo caso l’Iban di riferimento è invece IT69E0503411105000000006330 (non detraibile). In entrambi i casi, la causale da inserire per la donazione è: «Emergenza terremoto Venezuela». L’intera somma raccolta sarà poi indirizzata a Caritas Italiana e sarà utilizzata per avviare dei progetti in favore dei cittadini colpiti dal terremoto.

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