Raccolta per coperte e generatori: «Scaldiamo l’inverno ucraino»

IL CONFLITTO. Il lancio della campagna di solidarietà organizzata da una «cordata» di enti e associazioni. «Vicini alla popolazione che soffre: piccoli gesti di pace per ricostruire il tessuto umano e sociale».

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A quasi cinque anni dall’inizio della guerra in Ucraina, la popolazione si prepara ad affrontare un altro inverno. A Bergamo una rete di associazioni, istituzioni, realtà del Terzo settore ed ecclesiali, sceglie di non rimanere indifferente, ma si mobilita per portare calore e aiuto alle famiglie più fragili. «Scoperte di Pace» è il nome della campagna di solidarietà, presentata venerdì sera a Casa Amoris Laetitia, con cui si porteranno coperte elettriche e accumulatori di energia in Ucraina.

La «cordata»

Si tratta di un’iniziativa che rafforza il protocollo d’amicizia e cooperazione internazionale già stretto dal Comune di Bergamo con le città ucraine di Zaporizhzhia e Chernivtsi e che vede attiva una «cordata» solidale formata da Project Mean (Movimento europeo di azione non violenta); Comunità Ecclesiale Territoriale Bergamo Città; Zaporizhzhe; Cascina Nuova dell’Agro; InConTra; associazione Presente; Azione Cattolica; Acli Bergamo; Abbracciaperte Bergamo; Comune di Bergamo; Provincia di Bergamo; Caritas Bergamasca e L’Eco di Bergamo.

«L’obiettivo – ha spiegato Mario Bonati, presidente dell’associazione Presente – è raccogliere fondi per coperte elettriche che funzionano con un accumulatore che si carica in 50 minuti. Saranno date direttamente alla popolazione. Più fondi raccoglieremo, più famiglie saranno aiutate. Il nome della campagna “Scoperte di pace” significa capire che possiamo educarci alla pace attraverso un nostro coinvolgimento con piccoli gesti di pace che aiutano a non dimenticare uomini e donne che da cinque anni vivono la realtà drammatica della guerra».

Le testimonianze

Quella guerra che Andrea Valesini, caporedattore de L’Eco di Bergamo, continua a raccontare in questi ultimi anni attraversando l’Ucraina nei suoi oltre venti viaggi. Nel suo libro «L’inverno ucraino» intende dare voce a chi sta vivendo e subendo le conseguenze dell’invasione che rischia di disumanizzare le persone. «Le persone che ho incontrato – ha detto Valesini al termine del suo intervento –mostrano riconoscenza per la vicinanza, che è la forma di calore più grande che possiamo dare a chi vive in un Paese in guerra».

Drammatica la testimonianza di Olga Golovchak dell’associazione Zlaghoda: «A Kiev manca la corrente da 29 ore; le persone più fragili muoiono di freddo; i russi stanno bombardando sempre più a ovest. Ogni ucraino anche ora dice che non ci arrenderemo; la vostra vicinanza non ci fa sentire soli».

Marcello Raimondi, portavoce del Mean, ha ricordato l’obiettivo del movimento: condivisione con la popolazione di percorsi umanitari per ricostruire il tessuto sociale devastato dalla guerra e richiesta all’Unione Europea di costituire corpi civili di pace. Per la sindaca Elena Carnevali, in cui è ancora vivo il ricordo del viaggio compiuto a Chernivtsi, è un «dovere morale, civile ed etico sostenere la popolazione e non assuefarsi all’idea del conflitto; in Ucraina la fame e il freddo sono diventati armi di guerra. La pace non è un’utopia».

Anna Cattaneo, presidente di InContra, ha raccontato il lavoro svolto secondo lo stile della giustizia riparativa: «Come stare accanto alle vittime? Si deve dare spazio al dolore per evitare che alimenti l’odio che consuma la vittima stessa». Don Roberto Trussardi, direttore di Caritas, ha sottolineato che «è segno di speranza ogni piccolo gesto di pace, come quello del dono di coperte che riscaldano corpo, cuore e anche anima. Credo nel popolo ucraino, ma anche nel popolo russo. E confido nella generosità dei bergamaschi che sempre rispondono in modo esemplare alle iniziative di solidarietà». Per esprimere sostegno all’iniziativa sono intervenuti Anacleto Grasselli per Azione Cattolica, Francesco Moro per le Acli; Filippo Vanoncini per la Cascina Nuova dell’Agro; don Matteo Cella, parroco del Villaggio degli Sposi; Francesca Maffioletti per Abracciaperte.

Le modalità

Per la raccolta fondi si può effettuare un’offerta libera tramite bonifico bancario: IBAN: IT81G0851452700000000410164 Cascina Nuova dell’Agro Società Cooperativa Sociale; Causale: Scoperte di pace 2026.

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