Report sulla sicurezza in città, l’«investigatrice» Pecce denuncia i punti critici

La consigliera della Lega ha segnalato i luoghi di spaccio e gli episodi di criminalità ricorrenti a Bergamo. L’assessore Gandi: ricerca puntuale, la considereremo.

Una serie di segnalazioni circostanziate, dallo spacciatore fisso in quel punto di via Bonomelli alle urla notturne all’angolo di via Paglia-Novelli. Denunce che la consigliere della Lega a Palazzo Frizzoni Luisa Pecce ha deciso di «impacchettare in un ordine del giorno dopo aver letto su L’Eco che le forze di polizia raddoppieranno la presenza in piazzale Marconi per contrastare i più volte denunciati assembramenti e fatti legati alla microcriminalità e spaccio.

Questa notizia mi ha spinto a depositare questo documento in Consiglio comunale». La consigliere, prima firmataria dell’ordine del giorno condiviso con i colleghi del Carroccio, spiega di «ricevere quotidianamente segnalazioni, la situazione purtroppo non cambia. Basti dire che sabato scorso, un’azione della Polizia in via Bonomelli ha portato all’inseguimento fino alla stazione di pregiudicati che hanno come punto di riferimento dei locali in zona. Rendiamo merito alle forze dell’ordine per il loro impegno, purtroppo però la situazione si ripristina rapidamente». All’amministrazione Pecce chiede un’azione continuativa, «il metodo è correre ai ripari nei momenti di maggior tensione nelle vie dove avviene l’episodio eclatante».

Le situazioni di criticità sarebbero in via Novelli e via Paglia, «dove i due supermercati sono aperti fino a notte inoltrata, anche nel lockdown e con il coprifuoco». Davanti all’Agenzia delle entrate in via Bonomelli si assiste a «episodi di droga, al consumo in loco e ad atti sessuali compiuti a pochi metri dalla strada». E ancora, «in via Zanica e via Quarenghi nei pressi dei negozi etnici lo spaccio è una costante». La Lega attacca la Giunta Gori che «purtroppo fa ancora riferimento alla cosiddetta “percezione” di insicurezza mentre sarebbe ora di parlare di situazione fuori controllo. Evidentemente le azioni rivendicate dall’assessore alla Sicurezza non hanno saputo regolare i fenomeni di delinquenza, bisogna trovare anche altre strade». Luisa Pecce suggerisce di «creare un gruppo di lavoro interassessorile per studiare i problemi e creare mappe individuando i soggetti, avendo come primario obiettivo il rispetto delle leggi».

E ancora, «coinvolgere le associazioni e gli enti che si occupano di migranti, sviluppare il lavoro di rete con le forze dell’ordine, usando in modo più funzionale la presenza dei carabinieri in via Novelli, facilitare la nascita di gruppi di vicinato, usare la tecnologia». Ma tutte le proposte, replica Sergio Gandi, vicesindaco e assessore alla Sicurezza, «sono iniziative già in atto, dalla mappatura dei soggetti che gravitano attorno alla stazione al caldeggiare la costituzione di gruppi di vicinato nei quartieri, l’uso della tecnologia con le telecamere ma anche il telecontrollo, a settembre saremo collegati al sistema Thor. Il raddoppio dei controlli su piazzale Alpini – continua Gandi -, viene dal Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica a cui partecipa anche il Comune, una decisione che nasce da quella rete con le forze dell’ordine auspicata dai consiglieri. I temi sollevati dalla Lega vengono discussi settimanalmente anche con le associazioni di riferimento, dalla Caritas al Patronato con cui abbiamo attive collaborazioni». Rispetto all’ordine del giorno depositato da Luisa Pecce, Gandi parla di «documento puntuale, lo terremo in considerazione». Ma il vicesindaco ci tiene a precisare: «Non capisco perché si assolvono le forze dell’ordine e si scaricano tutte le responsabilità sul Comune, la risposta deve essere globale. E poi una cosa: io non parlo di “percezione”, se c’è spaccio in una via, è un fatto».

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