Rosa Camuna della Regione a Chiara Mocchi e Ragazzi on the Road - Foto/Video
IL RICONOSCIMENTO. Assegnato alla professoressa accoltellata a Trescore e all’associazione che educa i giovani alla sicurezza sulla strada. Menzioni anche per l’Hospice di Bergamo, l’associazione Giovani idee, Gianmario Lesmo, Silvio Garattini e alla memoria di Pier Luigi Pizzaballa.
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Milano
È stato conferito a Chiara Mocchi, la professoressa di francese della scuola media di Trescore Balneario accoltellata lo scorso marzo da un suo studente di 13 anni, il premio Rosa Camuna, massima onorificenza di Regione Lombardia. La prof in videocollegamento ha detto: «Non posso essere lì, ma vorrei esserci per condividere con voi la gioia di questo premio. Provo tanta riconoscenza per le persone che hanno avuto un pensiero costante, una preghiera per me. Io mi sono sentita sollevata, salvata. Non è facile, accetto questo premio con tanta riconoscenza. I premi sono la testimonianza che si può andare avanti».
Chiara Mocchi in collegamento: premiata con la Rosa Camuna da Regione Lombardia.
In occasione della Festa della Lombardia, che si è tenuta nella mattinata di venerdì 29 maggio, il premio è stato consegnato anche a Ragazzi On The Road Aps, progetto educativo alla legalità unico nel suo genere in Italia, nato a Bergamo su intuizione di Alessandro Invernici. Le altre Rose camune sono state assegnate a Danilo Guerini Rocco, esponente di spicco dei Lions lombardi, a Stefano Simonetta e, alla memoria, a Gian Marco Moratti (alla memoria) (Milano).
I premiati della Rosa Camuna
Sono state 220 le candidature ricevute dal Consiglio regionale. Oltre ai 5 Premi Rosa Camuna sono state assegnate anche 10 menzioni, alle quali si aggiungono i riconoscimenti attribuiti dal presidente Fontana: due premi speciali, 10 premi tematici e 8 menzioni. «Quella che celebriamo oggi – ha spiegato il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana – è la festa di una grande comunità, di chi condivide valori molto precisi, legati alla dedizione al lavoro, alla solidarietà, alla partecipazione civile. È la festa di chi abita la nostra regione e sa affrontare le difficoltà con determinazione. A loro va il nostro ringraziamento per quello che ci consentono di essere. Attraverso l’assegnazione del premio Rosa Camuna abbiamo voluto dare un riconoscimento a quelle persone, alcune celebri altre meno note, che sono accomunate da questi valori».
Tra le menzioni dl Consiglio regionale ci sono anche quelle assegnate a Kika Mamoli e ad Arnaldo Minetti (alla memoria), promotori della nascita del primo Hospice pubblico in Italia; e all’Associazione Giovani Idee di Bergamo impegnata nella promozione della cultura, della cittadinanza attiva e del dialogo tra le nuove generazioni. Riconoscimento anche per Gianmario Lesmo, ideatore di iniziative innovative come «Atalanta for special».
Garattini: «Servizio Sanitario Nazionale, bene straordinario»
I premi speciali del presidente di Regione Lombardia sono stati conferiti a Silvio Garattini, riferimento della ricerca scientifica italiana e fondatore dell’Istituto Mario Negri. Il professore ha affermato: «Voglio condividere premio con 700 persone dell’Istituto Negri, molti ricercatori giovani. La ricerca è considerata in Italia una spesa, ma è un investimento. Preserviamo il Servizio sanitario nazionale, bene straordinario. Facciamo sempre prevenzione».
Silvio Garattini premiato da Regione Lombardia.
Menzione del presidente Fontana anche a Pier Luigi Pizzaballa, protagonista di una straordinaria carriera sportiva che continua a essere motivo di orgoglio per Bergamo.
Pierluigi Pizzaballa premiato da Regione Lombardia.
Emozionante il momento del breve collegamento video con la professoressa Mocchi che ha ricevuto la Rosa Camuna «per lo straordinario esempio di umanità, responsabilità educativa e forza morale dimostrato nel contesto scolastico». Chiara Mocchi - spiega la motivazione del Consiglio regionale - «in seguito a una grave aggressione subita da parte di uno studente, ha scelto la strada più difficile e al tempo stesso più alta: quella del perdono. Un gesto coraggioso che ha trasformato un episodio di violenza in un’occasione di riflessione, crescita e responsabilità, offrendo una lezione che va oltre l’insegnamento disciplinare. Il suo comportamento ha rappresentato un autentico atto educativo, fondato sui valori del dialogo, della dignità della persona e della possibilità di recupero, riaffermando il ruolo della scuola come luogo di formazione integrale, non solo del sapere ma anche della coscienza civica e morale».
Significativa anche la motivazione per il progetto «Ragazzi on the road»: «Un progetto di alto valore educativo, civico e sociale, capace di coinvolgere attivamente i giovani in esperienze concrete al servizio della comunità, promuovendo la cultura della legalità, della responsabilità e della prevenzione del disagio giovanile. L’associazione “Ragazzi on the road” con il suo forte radicamento sul territorio lombardo e la sua straordinaria capacità di costruire una rete virtuosa tra istituzioni, scuole e forze dell’ordine, ha saputo sviluppare un modello innovativo replicato anche a livello nazionale. Un esempio virtuoso di cittadinanza attiva e impegno al servizio delle nuove generazioni».
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