(Foto di Colleoni)
GIOVANI. Tempo di tornare a scuola per circa 147mila studenti bergamaschi. Lunedì 14 settembre è suonata la prima campanella del nuovo anno scolastico per elementari, medie e superiori, mentre la scuola dell’infanzia è cominciata già il 7 settembre.
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Grande emozione soprattutto per chi inizia un nuovo percorso: 25.002 alunni cominceranno la prima classe delle elementari, medie o superiori. Di questi, 7.152 la prima elementare: un dato che, paragonato con quello degli annu scorsi, mostra l’effetto dell’inverno demografico. I «primini» alla primaria l’anno scorso erano infatti 7.383, 7.662 nel 2024/2025 e via via a salire, fino ad arrivare ai 8.969 del 2020/2021. Il calo rispetto a quest’ultimo anno è del 20%: insomma, nel giro di sei anni si sono «persi» quasi 2.000 bambini (per la precisione 1.817) nelle scuole della Bergamasca.
Sono invece 8.842 gli studenti iscritti al primo anno delle medie (contro i 10.633 del 2020/2021) e 9.008 in prima superiore (nel 2020/2021 erano 9.425.
Il nuovo anno scolastico inizia con alcune novità importanti, i nuovi programmi in primis: scompare ad esempio Geostoria e Storia e Geografia tornano ad essere materie distinte.
C’è poi la riforma degli istituti tecnici, a partire dalle classi prime, e la definitiva entrata a regime della filiera tecnologico-professionale 4+2.
Alle elementari, rinnovato il programma di italiano, con più spazio a grammatica, sintassi, riassunti e scrittura in corsivo. Più importanza anche alla memorizzazione delle poesie, allo studio dell’informatica e dell’inglese.
Una delle principali novità delle scuole medie è invece lo studio del latino, che potrà essere introdotto come materia opzionale a partire dalla seconda media.
«La scuola è il luogo dove si impara innanzitutto che siamo diversi, diversi nei caratteri, nei gusti, nelle capacità, nella cultura»
«L’inizio della scuola è sempre l’inizio di una nuova avventura. Si ritrovano i vecchi compagni, si riconoscono di nuovi, si incontrano gli insegnanti e si iniziano a tessere quelle relazioni che costituiscono la comunità scolastica. Io credo che la cosa più bella e importante che la scuola ci insegni sia proprio quello di stare insieme agli altri, perché a scuola è il luogo dove si impara innanzitutto che siamo diversi, diversi nei caratteri, nei gusti, nelle capacità, nella cultura - è il messaggio di buon inizio dell’assessora ai Servizi per l’infanzia, educativi e scolastici Marzia Marchesi -. Ed è il luogo però dove possiamo mettere in atto la concordia, che non vuol dire negare queste differenze, ma in contrario vuol dire riconoscerle e metterle a disposizione per costruire un percorso, un bene comune. Auguro ai ragazzi, alle ragazze, ai bambini e ai bambini che iniziano questo anno scolastico di trovare nella scuola l’ambiente per creare relazioni costruttive che gli sappiano conoscere, ma anche che gli insegnino a riconoscere gli altri. Agli insegnanti e alle famiglie anche loro augurano un buon anno, un anno che sia di reciproca fiducia, perché per far crescere un bambino, una bambina, un ragazzo, una ragazza serve la collaborazione fra tutte le istituzioni che se ne prendono cura».
«Come amministrazione lavoreremo sempre per creare le condizioni migliori affinché i nostri ragazzi, le nostre ragazze, le nostre bambine, le nostre bambine possano trovare un ambiente, un territorio capace di offrire loro stimoli, curiosità e l’opportunità anche di sbagliare e di vivere l’errore come una nuova opportunità e non come un aspetto negativo. Non mi rimane che dirvi buon anno scolastico!».
«Il raggiungimento dei target Pnrr per l’edilizia scolastica dimostra che Comuni e Città hanno saputo trasformare le risorse in interventi concreti. Ma un edificio, da solo, non è un servizio: servono personale, manutenzione e risorse stabili». Lo afferma Elena Carnevali, sindaca di Bergamo e delegata Anci all’Istruzione e all’edilizia scolastica, in un’intervista pubblicata sul sito dell’associazione.
Il Pnrr, sottolinea Carnevali, ha permesso di ampliare l’offerta educativa, ma ora occorre coprire i costi di gestione dei circa 150mila nuovi posti negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia. Tra le principali criticità c’è la carenza di personale educativo, che rischia di diventare «un vero collo di bottiglia».
La sindaca chiede inoltre una strategia nazionale per l’edilizia scolastica e risorse strutturali, già dalla prossima legge di Bilancio, per rendere gli edifici più efficienti e adeguati alla crisi climatica. Resta infine il nodo della povertà educativa: «Le differenze territoriali rischiano di tradursi in differenze nei servizi. L’obiettivo deve essere garantire gli stessi diritti, indipendentemente dal Comune nel quale si vive».
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