«Siate diaconi delle Beatitudini,
al servizio del Signore e dei poveri»

L’ORDINAZIONE. L’invito rivolto dal Vescovo Francesco Beschi a Diego Cortinovis, Henry Lazarte Garcia e Raffaele Previtali. «Siate conquistati dai poveri, non vergognatevi mai di loro, non sono presenza da arginare».

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«Diventate diaconi delle Beatitudini, dando testimonianza del Vangelo di Gesù»: questo l’invito rivolto dal Vescovo Francesco Beschi ai tre giovani che i 31 ottobre sono stati ordinati diaconi nella chiesa ipogea del Seminario. «Celebriamo – ha detto il Vescovo all’inizio dell’ordinazione – una bella e luminosa solennità di tutti i Santi e siamo felici di poter confermare questi giovani che stanno portando a compimento il percorso di discernimento. La presenza numerosa di sacerdoti, familiari, amici è presenza corale che sostiene con la preghiera questo passaggio che stanno vivendo».

Chiamati per nome

Diego Cortinovis, 24 anni, della parrocchia di San Lorenzo martire di Costa Serina; Henry Lazarte Garcia, 25 anni, della parrocchia di San Pantaleone martire di Negrone di Scanzorosciate; Raffaele Previtali, 25 anni, della parrocchia di San Giovanni Battista di Palazzago

Diego Cortinovis, 24 anni, della parrocchia di San Lorenzo martire di Costa Serina; Henry Lazarte Garcia, 25 anni, della parrocchia di San Pantaleone martire di Negrone di Scanzorosciate; Raffaele Previtali, 25 anni, della parrocchia di San Giovanni Battista di Palazzago sono stati chiamati per nome e presentati al Vescovo dal direttore del Seminario don Gustavo Bergamelli che ha assicurato che «i candidati sono degni del diaconato».

«Diventare diaconi delle Beatitudini - ha detto monsignor Beschi ispirandosi alla pagina del Vangelo di Matteo - significa essere conquistati da Gesù, uomo delle Beatitudini. Gesù è stato povero, mite, perseguitato, assetato di giustizia, puro di cuore, costruttore di pace. Essere conquistati da Lui significa amarlo per tutta la vita come Lui ha amato. Il celibato non è rinuncia all’amore, ma scelta di amore per Gesù per tutta la vita. Diventare diaconi vuol dire essere conquistati dal Vangelo che diventa fondamento e regola della vita. Il diacono non fa la sua volontà, ma sceglie di servire il Vangelo con l’obbedienza della sua fede. Infine essere diaconi delle Beatitudini significa essere conquistati dai poveri: non vergognatevi mai di loro, che non sono presenza da arginare».

«Diventare diaconi vuol dire essere conquistati dal Vangelo che diventa fondamento e regola della vita. Il diacono non fa la sua volontà, ma sceglie di servire il Vangelo con l’obbedienza della sua fede»

Infine, richiamando la lettura tratta dal libro dell’Apocalisse di Giovanni, il Vescovo ha concluso l’omelia: «Siamo chiamati a servire il Signore e il Vangelo in questa vita, nella vita futura sarà Lui stesso che ci servirà». I diaconi sono stati chiamati ad esprimere il proprio impegno ad essere consacrati al ministero nella Chiesa; ad esercitare il ministero del diaconato con umiltà e carità in aiuto dell’ordine sacerdotale, a servizio del popolo cristiano; a custodire in una coscienza pura il mistero della fede, per annunziarla con le parole e le opere, secondo il Vangelo; a vivere nel celibato; a custodire e alimentare lo spirito di orazione e adempiere fedelmente l’impegno della Liturgia delle ore; a conformare a Cristo tutta la vita; a promettere al vescovo filiale rispetto e obbedienza.

Profonda è stata la partecipazione dei fedeli al momento centrale del rito, quando i candidati si sono inginocchiati davanti al Vescovo che ha imposto le mani sul capo e ha poi pronunciato la preghiera di ordinazione. È seguita la vestizione degli abiti diaconati, ovvero la stola e la dalmatica, segni del servizio alla Chiesa e della loro dignità di ministri del Vangelo.

«Ricevi il Vangelo di Cristo del quale sei divenuto l’annunziatore: credi sempre ciò che proclami, insegna ciò che hai appreso nella fede, vivi ciò che insegni» ha detto il Vescovo, consegnando il Vangelo agli ordinati. Nella chiesa è infine esploso un lungo applauso di gioia dopo che monsignor Beschi ha scambiato l’abbraccio di pace con i diaconi.

Un lungo applauso

«Provo gioia e riconoscenza per voi che avete risposto sì alla chiamata del Signore; ringrazio i vostri genitori, familiari, amici, parrocchie, comunità che vi hanno accompagnato. Un grazie anche alla comunità del Seminario. Il vostro non è stato un cammino solitario»

Un altro lungo applauso ha segnato la conclusione dell’ordinazione dopo la benedizione impartita dal Vescovo: «Una benedizione per tutti, ciascuno ha una sua via per la santità. Per voi diaconi significa porsi al servizio del Signore, del Vangelo, dei poveri come ha fatto Gesù. Provo gioia e riconoscenza per voi che avete risposto sì alla chiamata del Signore; ringrazio i vostri genitori, familiari, amici, parrocchie, comunità che vi hanno accompagnato. Un grazie anche alla comunità del Seminario. Il vostro non è stato un cammino solitario». «Laudate et benedicete mi’ Signore» è il verso tratto dal Cantico delle creature scelto dai tre giovani per la propria ordinazione e accompagnato dall’immagine del Crocifisso di San Damiano stampato sul libretto che ha accompagnato la celebrazione.

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