«Soddisfare i bisogni non basta
Serve la conversione di cuore e mente»

Nel giorno della festa del patrono della città, il Vescovo di Bergamo monsignor Francesco Beschi riflette sul senso della compassione come virtù civile per un’intera comunità. Resteranno «esemplari» le scelte e i comportamenti di chi ha testimoniato questa virtù al tempo del Covid.

«Soddisfare i bisogni non basta Serve la conversione di cuore e mente»
Il vescovo di Bergamo, Francesco Beschi

Se, nelle forme esteriori, sarà più dimessa che negli anni passati (per il doveroso rispetto che va garantito alle norme anti Covid), non per questo la festa del patrono che Bergamo si appresta a vivere oggi deve passare in secondo piano. Anzi, dopo mesi di lutti, sofferenze, fatiche, aprire il cuore alla speranza nel segno di Sant’Alessandro e di una comunità «ritrovata» e pronta a ripartire, seppure avvolta in un clima di profonda incertezza, farà bene a ciascuno di noi. Quell’uomo issato sulla cupola della Cattedrale, che la tradizione vuole essere un soldato romano della Legione Tebana diventato martire per non aver rinnegato la propria fede cristiana, non è un semplice orpello architettonico, ma un simbolo in cui i bergamaschi, credenti e non, si identificano fin dall’antichità.

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