Spettacoli, feste e calcetto: nuova stretta
«Jogging, non serve la mascherina»

Nessun lockdown ma maggiori restrizioni per evitare il diffondersi del virus e misure estreme. In serata potrebbe già arrivare il nuovo Dpcm.

La stretta è pronta, ma non ancora interamente messa nero su bianco. Il premier Giuseppe Conte e il governo sembrano darsi un breve supplemento di riflessione prima di intervenire. Il capo del governo in queste ore cercherà l’equilibrio adeguato a contemperare due esigenze primarie: evitare un lockdown o comunque misure che portino un danno economico eccessivo e mantenere, come priorità assoluta, la tutela della salute in questa nuova fase. Non è semplice e il rischio confusione è dietro l’angolo.

Nel pomeriggio di domenica 11 ottobre il ministero della Salute ha definito «fake news» il documento di lavoro circolato e che contiene le misure del prossimo decreto. Decreto sul quale, filtra dall’esecutivo, Conte vorrebbe chiudere di fatto già lunedì sera ma potrebbe anche optare per far slittare la sua entrata in vigore il 15 ottobre, come era previsto prima dell’impennata dei contagi. Le sensibilità, nel governo, su alcune misure sembrano ancora divergere tra chi professa una certa prudenza nella stretta e chi interpreta la linea più dura. La linea «della razionalità e dell’accortezza», ad esempio, è sposata dalla capo delegazione Italia viva, Teresa Bellanova.

Anche Conte, in queste ore, secondo alcune fonti del governo, si sarebbe fatto interprete di una linea più prudenziale. Su un nodo, soprattutto, quello delle feste private, nelle case e nei locali. Sullo stop totale Conte avrebbe più di un dubbio. Anche perché, annunciando il decreto legge Covid lo scorso 7 ottobre, il premier spiegava: «Lo Stato non può entrare nelle abitazioni private, lo ritengo un principio sacrosanto». Sul tema la linea di Roberto Speranza è emersa in serata: è quella dello stop assoluto: «Ci sono cose essenziali e altre no. Siamo costretti a stringere le maglie dopo settimane di misure che allargavano», ha detto il ministro a «Che tempo che fa», su Raitre. «Un cambio di marcia con interventi puntuali su alcune aree più a rischio per rimettere la curva sotto controllo e per non assumere misure più dure, e giocare d’anticipo». «Agiremo sugli assembramenti e sugli orari dei locali», ha aggiunto Speranza, annunciando anche interventi sugli sport dove non è possibile usare mascherine o mantenere le distanze e tenendo però a precisare che «non ci sono le condizioni per nessun lockdown nazionale per nessun territorio».

Il Viminale invece ha precisato che «chi fa jogging o footing non deve indossare la mascherina». Per attività motoria, sottolinea il ministero, «deve intendersi la mera passeggiata e non la corsa, anche quella svolta con finalità amatoriali, in quanto riconducibile ad attività sportiva».Quindi, conclude, «jogging e footing potranno continuare a svolgersi senza obbligo di mascherina».

L’altro nodo, in queste ore, sembra essere quello legato alla capienza degli spettacoli. Nel documento di lavoro smentito dal ministero della Salute si parla di un massimo di cento persone. Ma, ieri a tarda sera, una fonte del governo ha spiegato che il tetto resterebbe di duecento unità.

Dubbi, prudenze legati anche a un pacchetto di norme di complessità ben maggiore rispetto a quella, più netta, del lockdown. Un lockdown che, sottolinea Luigi Di Maio, «l’Italia non si può permettere». E, intanto, l’opposizione va all’attacco. «Il caos regna sovrano nelle decisioni del governo sulle norme anti-Covid», sottolinea la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. «Spero che al governo non ci sia nessuno che pensi di tornare a richiudere ancora locali, negozi, bar, uffici, fabbriche e scuole», avverte il leader della Lega, Matteo Salvini.

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