Treno per Orio, Boccaleone chiede certezze: «Ritardi già evidenti»
IL COMITATO. Il Comitato di quartiere sollecita un cronoprogramma aggiornato, un confronto pubblico con Rfi e una data certa per l’apertura della passerella.
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«I ritardi non sono emersi improvvisamente. Ora servono atti concreti». Il Comitato di quartiere Boccaleone interviene sulle difficoltà dei cantieri del Treno per Orio e chiede al Comune di Bergamo più trasparenza sui tempi e maggiore tutela dei residenti.
Treno per Orio, le segnalazioni sui ritardi
Secondo il Comitato, le criticità erano state segnalate da tempo da cittadini e stampa locale. Nei verbali del Tavolo promosso dal Comune con reti e comitati dei quartieri, ricorda il comunicato, figuravano preoccupazioni già nel marzo 2025. Nel luglio successivo il Comune dichiarava che «Rfi è in ritardo su tutto il cantiere».
Pur riconoscendo che la direzione tecnica dei lavori spetta a Rfi e alle imprese, il Comitato sostiene che l’amministrazione debba verificare le scadenze e condividere tempestivamente le difficoltà, anche prima di autorizzare o prolungare modifiche alla viabilità.
Passerella di Boccaleone ancora chiusa
Emblematico, per i residenti, è il caso della passerella ciclopedonale: dopo ripetuti rinvii, l’apertura sarebbe stata prospettata entro metà ottobre. Al 3 ottobre, riferisce il Comitato, risultava ancora chiusa, con disagi per pedoni, ciclisti, studenti e persone con mobilità ridotta.
Il Comitato chiede un cronoprogramma aggiornato e verificabile, chiarimenti sugli effetti della procedura contrattuale, una data certa per la passerella e un confronto pubblico con Rfi
Le richieste al Comune e a Rfi
Il comunicato richiama inoltre la previsione di completamento del collegamento ferroviario a dicembre 2027 e la procedura di risoluzione del contratto avviata da RFI per presunti inadempimenti dell’appaltatore, indicata come non ancora definita.
Il Comitato chiede un cronoprogramma aggiornato e verificabile, chiarimenti sugli effetti della procedura contrattuale, una data certa per la passerella e un confronto pubblico con Rfi. Sollecita anche collegamenti sicuri fino alla fine dei lavori: «Servono trasparenza, date verificabili e responsabilità politiche chiare».
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