Treno per Orio e Bergamo-Ponte San Pietro, Rfi prende tempo. Via San Bernardino resta chiusa fino ad agosto

I CANTIERI. Inaugurato il sottopasso della stazione, ma per il cronoprogramma «serve qualche settimana». Il ponte riaprirà solo verso il centro. Carnevali: «Primi miglioramenti». Terzi: «Consegnare le opere al più presto».

La luce che mercoledì 15 aprile si vedeva in fondo al sottopasso della stazione – inaugurato con tanto di taglio del nastro benché riaperto da gennaio – non è esattamente quella che i bergamaschi si aspettano di rivedere sui disagi che i cantieri ferroviari stanno causando da più di due anni. Il varo del collegamento con via Gavazzeni, nel suo restyling definitivo, è stata soprattutto l’occasione per provare a fare un punto sulle tempistiche dei lavori del treno per Orio e del raddoppio Fs Bergamo-Ponte. Qualche novità c’è, sebbene Rfi abbia chiesto ancora «qualche settimana» di tempo per dare un quadro nuovo e (si spera) definitivo sul prosieguo dei cantieri.

Le novità

La prima è che il ponte di via San Bernardino non riaprirà fino ai primi di agosto, quando tornerà percorribile uno dei due fornici e solo verso il centro. Fino a quel momento non sarà riaperto neanche il passaggio pedonale, ipotizzato inizialmente per la fine di aprile. La seconda novità riguarda la riapertura a fine maggio della corsia di via Rovelli in direzione di Seriate, chiusa da gennaio, mentre è stato confermato per giugno il varo della nuova passerella ciclopedonale di Boccaleone.

Opere per 700 milioni di euro

Per capire invece come stanno procedendo i lavori sui vari fronti, e per sapere quale sarà il nuovo cronoprogramma (che era già stato annunciato per gennaio), c’è ancora da aspettare. Al momento «balla» una sola stima sullo stato di avanzamento dei cantieri, ed è quella del 20-25% «sul valore economico delle opere, che valgono complessivamente oltre 700 milioni di euro», ha spiegato Lucio Menta, direttore investimenti di Rfi. «Questo dato – ha però precisato – non è rappresentativo dell’avanzamento reale, poiché la parte di maggior valore si realizzerà nella fase conclusiva dei cantieri, con la posa della trazione elettrica e degli impianti».

Ritardi evidenti

Al netto dei tecnicismi, i ritardi sulla linea per l’aeroporto e sul raddoppio Bergamo-Ponte sono evidenti e da qualche mese anche Rfi lo ha ammesso. Da allora Rete Ferroviaria Italiana sta intervenendo per accelerare i lavori, specie nei punti dove la viabilità è più penalizzata. «Stiamo dando dei disagi per consentire nell’immediato futuro uno sviluppo e un potenziamento del servizio ferroviario, anche in termini di sostenibilità ambientale - ha spiegato Menta -. Abbiamo diversi appaltatori: alcuni performanti, altri un po’ meno. Per questo stiamo mettendo in campo azioni molto vigorose, sorvegliando gli avanzamenti per mitigare l’impatto sulla viabilità e sui tempi di realizzazione».

La crisi internazionale

Il quadro generale resta complesso anche per fattori esterni. «I recenti contesti geopolitici stanno riverberando effetti non positivi sulla logistica e sugli approvvigionamenti: è un rischio che stiamo monitorando per evitare ulteriori impatti sui tempi», ha sottolineato Menta, confermando che «il nodo di Bergamo è nevralgico per l’intero sistema ferroviario». Intanto è slittata ancora la prima riapertura del ponte di via San Bernardino: a fine luglio saranno posate le travi metalliche per i nuovi impalcati, dopodiché si potrà aprire un primo varco (la linea ferroviaria resterà sempre attiva, tranne nelle notti di posa del materiale).

Le pressioni del Comune

La sindaca Elena Carnevali ha ricordato le pressioni esercitate a sua volta dal Comune su Rfi (presenti mercoledì 15 aprile anche gli assessori Marco Berlanda e Francesco Valesini) per «un’accelerazione dei lavori e per la garanzia che non si aggiungano ulteriori slittamenti, soprattutto per l’impatto che i cantieri stanno avendo sulla viabilità». La priorità, ha ribadito, riguarda il ponte di via San Bernardino: «La garanzia che abbiamo chiesto è di poter avere, con l’apertura delle scuole, almeno un senso unico di marcia e il collegamento pedonale. Questo significa iniziare ad alleviare la pressione su quella porzione di territorio». La sindaca ha anche riconosciuto un cambio di passo da parte di Rfi: «Le modalità operative che Rfi sta mettendo in campo ci permettono di vedere un miglioramento rispetto alle condizioni precedenti», ha aggiunto. Un elemento che, secondo Carnevali, si affianca a un altro aspetto: «La rassicurazione del ministro Salvini che le opere saranno comunque finanziate e concluse per noi è significativa».

Un tema sul quale ha insistito anche l’assessore regionale alle Infrastrutture Claudia Terzi: «Il ministro Salvini, durante l’ultimo sopralluogo a Orio al Serio, è stato molto chiaro: siamo di fronte ad opere in una fase avanzata di sviluppo, fondamentali sia per la Regione sia per il Comune, e che non possono essere nemmeno lontanamente messe in discussione. Non abbiamo mai avuto dubbi sulla necessità di portarle a termine il prima possibile».

Il restyling del sottopasso

Rivestito da pannelli che richiamano uno dei simboli più iconici del futurismo, il nuovo sottopasso della stazione si presenta come una sorta di manifesto urbano dedicato al movimento e alla velocità. Le superfici che accompagnano il percorso derivano infatti dalle linee di «Forme uniche della continuità nello spazio» di Umberto Boccioni: non una citazione letterale, ma una traduzione architettonica del suo slancio, della figura umana protesa in avanti, della tensione dinamica che l’opera incarna. Da quel quadro sono state estratte le linee guida che hanno orientato il disegno del prospetto, una sorta di «semplificazione» dell’originale, trasformata in ritmo visivo per un luogo di passaggio.

«È una giornata che segna un passo avanti perché riallaccia due parti della città»

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Riaperto in forma «ristretta» a gennaio, come ha ricordato Lucio Menta, direttore investimenti di Rfi, il sottopasso che collega piazzale Marconi a via Gavazzeni è stato inaugurato mercoledì 15 aprile. L’intervento ha reso i 160 metri sotto il sedime ferroviario più luminosi e più eleganti, con un sistema di telecamere e altoparlanti integrato e la rimozione dei due ascensori centrali. Restano chiusi i futuri accessi ai nuovi binari, ancora in costruzione. Quando la stazione sarà completata, il passaggio sbucherà sul nuovo capolinea del Tpl lungo la futura via Gavazzeni. «Parliamo di un investimento di 7 milioni di euro su un progetto-stazione da 100 milioni di euro – ha ricordato la sindaca –. I suggerimenti del Comune in termini di luminosità e di sicurezza sono stati tutti realizzati». La sindaca è tornata anche sulla portata urbanistica del progetto, ricordando che tra poche settimane con l’affacciarsi delle opere in elevazione del ponte Ovest (il primo «corpo» della nuova stazione internazionale) «si avrà un impatto anche visivo significativo, in un momento in cui stiamo per arrivare alla conclusione della nuova linea della Teb e all’avvio della e-Brt». Per l’assessore Terzi «è una giornata che segna un passo avanti perché riallaccia due parti della città, così come è nell’idea di Porta Sud – ha detto –. Questo sottopasso rappresenta il primo elemento del futuro collegamento nord-sud del territorio. L’obiettivo è ora quello di consegnare tutte le opere alla città il prima possibile». Soddisfazione per il sottopasso è stata espressa dai consiglieri regionali di Forza Italia Jonathan Lobati e Ivan Rota.

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