Turisti, l’85% riparte in giornata: «Va allargata l’offerta oltre la città»

IL MONITORAGGIO DI CONFCOMMERCIO. Dal 13 al 18 agosto nel capoluogo 167.300 presenze, oltre il 40% sono stranieri. Fusini: «Il target è elevato, ma la permanenza media resta contenuta».

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La città continua ad attrarre turisti, soprattutto stranieri, e un pubblico adulto con una buona capacità di spesa. Il problema, noto da tempo, è semmai convincerli a fermarsi. È questa la fotografia che emerge dal monitoraggio dei flussi durante il periodo di Ferragosto, che restituisce un turismo numeroso e, sotto diversi aspetti, di qualità, ma ancora troppo spesso concentrato nella visita di una sola giornata. Tra il 13 e il 18 agosto le zone del centro città e di Città Alta hanno registrato complessivamente oltre 333.600 visite, per 167.300 visitatori unici. Numeri importanti, che raccontano una città attraversata e vissuta intensamente, ma anche una domanda turistica che ha ancora margini per trasformare il passaggio in permanenza.

Il monitoraggio di Confcommercio

Il monitoraggio, realizzato da Confcommercio, si basa sulle utenze telefoniche, rilevate attraverso le celle della rete mobile. E il dato più interessante non è solo quello dei volumi, ma il profilo di chi arriva. Il pubblico è soprattutto adulto: la fascia tra i 45 e i 54 anni rappresenta il 28% dei visitatori sia in centro che in Città Alta, mentre quella tra i 55 e i 64 anni pesa per un altro 23% nel Centro e per il 25% in Città Alta. Un pubblico che, almeno potenzialmente, dispone di una buona capacità di spesa.

Il 63,6% dei visitatori del centro appartiene alle fasce di spesa medio-alta e alta, con il 42,8% nella fascia più alta. In Città Alta la quota supera il 53%, con il 33,4% nella fascia alta e il 20,5% in quella medio-alta. Si tratta, in altre parole, di visitatori che possono generare valore per negozi, ristorazione, servizi e cultura.

I visitatori stranieri

C’è poi la componente internazionale. Città Alta si conferma il principale punto di attrazione per gli stranieri, che durante Ferragosto rappresentano il 41,8% dei visitatori, davanti a quelli provenienti dalla provincia (al 30,8%), ma anche in centro, secondo il monitoraggio, arriva dall’estero il 40,2% dei visitatori. Il turismo internazionale, quindi, non si ferma più soltanto ai monumenti di Città Alta, ma scende nelle vie dello shopping, della ristorazione e della vita urbana.

I numeri mostrano anche quanto cambi la città tra il primo fine settimana di agosto e quello di Ferragosto. In centro le visite passano da 106.500 a 184.900 e i visitatori unici da 65.600 a 94.700. In Città Alta si passa da 82.700 a 148.800 visite e da 63.600 a 108.900 visitatori unici. L’aumento dei visitatori unici è del 71,2% in Città Alta e del 44,3% in centro. È il segnale di una forte capacità di attrazione nei giorni festivi, ma anche di due modi diversi di vivere il capoluogo.

Il centro è soprattutto luogo di passaggio, shopping e socialità. Interessanti, in particolare, sono i numeri che riguardano Città Alta: il 37,1% dei visitatori si trattiene almeno un’ora e fino a quattro ore, mentre e l’85,6% conclude la visita in giornata. È un limite, questo, che emerge anche dai dati diffusi ogni anno da Turismo Bergamo: la permanenza media di chi si trattiene in città si aggira intorno ai due pernottamenti. Bergamo, insomma, continua ad attrarre, ma resta soprattutto una destinazione da visita breve. E questa è la scommessa che il territorio si porta dietro da anni: non soltanto portare qui i turisti, ma convincerli a fermarsi più a lungo.

«La permanenza media è molto contenuta – spiega Oscar Fusini, direttore di Confcommercio Bergamo –. Abbiamo un target maturo e con una capacità di spesa elevata, ma che forse non viene ancora abbastanza accompagnato con iniziative dedicate». Ed è qui che si gioca la sfida ancora aperta: «Servono maggiori collegamenti tra le attrattive della città e quelle della provincia», in modo da costruire un’offerta capace di trasformare una visita breve in un soggiorno più lungo.

I riflessi sulle attività

Il monitoraggio aiuta anche a capire perché agosto sia diventato un mese importante soprattutto per alcune attività. «Abbiamo svolto questa ricerca sui flussi a complemento di quella sulla chiusura ad agosto delle attività commerciali – dice ancora Fusini –. Quella ricerca evidenziava una maggiore tendenza, rispetto agli anni precedenti il Covid, a chiudere i negozi nel periodo a cavallo di Ferragosto. Lo studio dei flussi conferma le motivazioni di questa tendenza».

A Ferragosto, infatti, la presenza dei residenti è più limitata. «I bergamaschi, anche complice il caldo di quest’anno, non vivono Città Alta per tutto il periodo considerato, mentre frequentano la città bassa soprattutto nella prima parte di agosto e comunque in modo limitato – osserva Fusini –. Città Alta vede invece una forte crescita delle presenze dei bergamaschi non residenti in città, che approfittano dei giorni festivi e del minor traffico per visitarla». A tenere i flussi, soprattutto in Città Alta, è quindi il turismo. «Il turismo straniero è la vera ancora di tenuta per Città Alta e, in parte, anche per la città bassa. Questo dimostra come agosto sia diventato un mese importante per le imprese della ricettività e della ristorazione che si trovano sul circuito di escursionisti e turisti, ma non allo stesso modo per le imprese del commercio, sia alimentare sia non alimentare».

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