UniBg, 8 laureati su 10 al lavoro in un anno. Esperienze all’estero in continua crescita

ALMALAUREA. L’81,7% trova un impiego dopo un titolo triennale, l’86,6% al termine di un percorso magistrale. Migliora la regolarità degli studi: il 65% degli iscritti si laurea in corso. Campopiano: «Risultati incoraggianti».

Lettura 2 min.

Nel giro di un anno dall’ottenimento del titolo, più di 8 laureati su 10 usciti dall’Università degli Studi di Bergamo lavorano. Un dato positivo, anche se a livello percentuale in lieve calo rispetto all’anno scorso. Aumenta inoltre il numero degli iscritti che riesce a portare a termine il percorso di studi senza finire fuori corso. E, a conferma della dimensione sempre più internazionale dell’Ateneo di Bergamo, è in crescita anche la percentuale di universitari che svolge un periodo di studio all’estero. Sono alcune delle evidenze contenute nel Rapporto sul profilo e sulla condizione occupazionale dei laureati di AlmaLaurea, il consorzio delle università italiane che monitora i percorsi dei laureati e il passaggio al mondo del lavoro.

I dati sull’occupazione

Il rapporto racconta la situazione complessiva dell’Ateneo bergamasco nel 2025. In particolare, i dati sulle condizioni occupazionali fanno riferimento ai laureati 2024, a un anno dal titolo, e ai laureati 2020 di secondo livello, a cinque anni: l’indagine ha coinvolto in tutto 6.807 laureati dell’Università.

Le lauree triennali

Innanzitutto, il 60,3% decide di proseguire con un corso di secondo livello. Un dato, questo, di molto superiore a quello lombardo (49,9%). Il tasso di occupazione a un anno dal titolo è dell’81,7% (l’anno scorso era l’84%), in linea con il dato nazionale (81,2%) ma inferiore a quello lombardo (85%), mentre la retribuzione mensile netta si ferma a 1.399 euro.

Le lauree magistrali

Per chi decide di proseguire con gli studi migliora il tasso di occupazione, che raggiunge l’86,6% per i laureati di secondo livello a un anno dal titolo. Percentuale in calo rispetto all’anno scorso, quando il dato toccava l’87,4%, ma comunque superiore alla media lombarda (84,9%). Per i magistrali aumenta anche la retribuzione mensile netta, pari a 1.499 euro, di fatto allineata al dato nazionale (1.495 euro). Più alto della media lombarda il tasso di occupazione dei laureati di secondo livello a cinque anni dalla laurea: per l’UniBg è il 96,1%, in Lombardia la percentuale scende al 95,5%. Crescono anche i contratti a tempo indeterminato, pari al 69,3%, rispetto al 67,5% della rilevazione precedente e superiore al dato lombardo (56,5%). Le retribuzioni arrivano in media a 1.938 euro netti al mese, sopra il dato nazionale (1.903 euro) e poco sotto quello lombardo (1.967 euro).

L’identikit degli studenti

Il rapporto dà conto poi del profilo degli studenti, un’analisi che ha coinvolto 4.159 laureati UniBg del 2025, di cui 2.525 di primo livello, 1.430 magistrali biennali e 204 a ciclo unico. Uno dei dati più positivi riguarda la regolarità degli studi: il 65% è riuscito a completarli nel tempo previsto (l’anno scorso era il 61,9%), risultato migliore della media nazionale (60,4%) e di poco sotto a quella lombarda (67,1%).

Le esperienze all’estero

Positivi anche i numeri relativi all’internazionalizzazione. Il 12,3% dei laureati dell’UniBg ha infatti svolto un’esperienza di studio all’estero riconosciuta dal corso di laurea, rispetto al 10,6% della rilevazione precedente. In questo caso l’UniBg «batte» sia la media regionale (8,5%) che quella nazionale (10,2%). Tra i magistrali biennali la quota arriva addirittura al 20,4%, e al 25,2% considerando anche le esperienze svolte nel precedente triennio.

In linea con l’anno scorso la quota di studenti che ha svolto un’attività lavorativa durante il percorso di studio: si tratta dell’82,9% dei laureati, valore nettamente superiore al dato nazionale, pari al 68%, e a quello lombardo, pari al 78,6%.

AlmaLaurea dà conto anche del tasso di soddisfazione. A Bergamo, l’89,7% dei laureati si dichiara soddisfatto dell’esperienza, il 90,7% del rapporto con il corpo docente e l’84,8% delle attività didattiche. Il 70%, inoltre, sceglierebbe nuovamente lo stesso corso e lo stesso Ateneo.

«I dati confermano la solidità e la capacità attrattiva dei nostri percorsi formativi – commenta Giovanna Campopiano, delegata del rettore all’Orientamento in uscita, tirocini e placement –. L’aumento del numero di laureati, accompagnato da una maggiore regolarità negli studi e da una crescente partecipazione a esperienze di mobilità internazionale, testimonia l’efficacia delle azioni messe in campo dall’Ateneo per sostenere i risultati accademici di studenti e studentesse nonché l’apertura verso contesti globali. Sul fronte occupazionale, registriamo risultati incoraggianti: il tasso di occupazione si mantiene elevato e, soprattutto, i laureati a cinque anni dal conseguimento del titolo evidenziano una retribuzione mensile netta in crescita rispetto alla precedente rilevazione».

© RIPRODUZIONE RISERVATA