Vaccini contro l’influenza
A Bergamo almeno 160 mila

Ma si punta ad arrivare a 250 mila. La Regione ha ordinato 2 milioni e mezzo di dosi, pronta una nuova gara per un altro milione.

Campagna vaccinale contro l’influenza: si partirà prima con la somministrazione ai soggetti più fragili, come i malati cronici o patologie a rischio e gli anziani nelle Rsa, e con il personale sanitario, poi si continuerà con le altre categorie che hanno diritto alla gratuità (over 65, quindi gli over 60 - che quest’anno, per l’emergenza pandemia, sono inseriti nel gruppo, proprio per allargare la protezione contro le malattie stagionali ed evitare che i sintomi possano creare confusione nella diagnosi in caso di sospetto Covid -, infine i bambini da 0-6 anni). E si dovrebbe, il condizionale è d’obbligo, partire entro l’ultima settimana di ottobre e la prima di novembre.

Le gare bandite

Ma, è l’interrogativo che si pongono in molti, ci sono abbastanza dosi di vaccino, per proteggere le categorie che hanno diritto alla somministrazione gratuita, e anche per consentire a chi non rientra in queste categorie, di poter accedere alla somministrazione? Lo hanno chiesto anche diversi esponenti dell’opposizione al governo di Palazzo Lombardia: ieri è stata affrontata in aula, in Consiglio, dopo la votazione della mozione di sfiducia al presidente della Regione Attilio Fontana (mozione bocciata) un’interrogazione a risposta immediata presentata dai consiglieri regionali del Pd e illustrata da Maria Rozza, mentre un’altra interpellanza sempre sul tema vaccini (e non solo: si chiedono lumi sugli strumenti messi in atto dalla Regione per fronteggiare una eventuale recrudescenza della pandemia), presentata dal consigliere bergamasco di «Azione!», Niccolò Carretta, è stata rinviata.

Il tema dell’approvvigionamento è cruciale: il Pd, per voce di Maria Rozza, ha chiesto informazioni dettagliate sui 7 bandi di gara che la Regione ha effettuato da febbraio a oggi per l’acquisto di vaccini antinfluenzali, e ha rimarcato che «risulta chiaro quindi che per allargare la platea agli over 60 i vaccini non ci sono ancora, visto l’ampliamento della platea degli utenti aventi diritto alla vaccinazione, che richiederebbe almeno 5 milioni di dosi, e che solo ieri (lunedì ndr), la Regione ha lanciato un’altra gara per un milione e mezzo di pezzi, a un prezzo e superiore a quello che era stato fissato nella gara di febbraio, andata deserta, visto che dalla direzione generale del Welfare è stata diramata una circolare a tutte le Ats e le Asst, in cui si dice che la campagna partirà a ottobre per i fragili, mentre a novembre, ma non si specifica quando, sarà garantita la disponibilità per gli over 65».

Margini di sicurezza

L’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera ha risposto snocciolando l’elenco delle 5 procedure di acquisto già concluse per 2 milioni di mezzo di dosi di vaccino (di questi oltre 500 mila spray per l’età pediatrica), spiegando che sì, «le gare di febbraio erano a un prezzo molto più basso perché si puntava a un’economia di sistema, avevamo già pensato di aumentare le dosi prima dell’epidemia. È vero, due sono andate deserte, ma con le successive abbiamo ottenuto le scorte. E con l’ultima gara abbiamo altri margini di sicurezza, abbiamo aumentato dell’80% l’approvvigionamento. Quello dei vaccini è un problema mondiale, e la produzione non può essere infinita». Sulla risposta di Gallera, il consigliere Niccolò Carretta ha commentato: «Confermo la mia preoccupazione sulla campagna vaccinale antinfluenzale. La risposta dell’assessore non dice chiaramente che abbiamo dosi sufficienti per coprire tutti i pazienti fragili e i dipendenti di Rsa e strutture sociosanitarie».

Il problema spazi

Di certo, a quanto trapela, per Bergamo, le dosi date per assicurate per le categorie che hanno diritto alla somministrazione gratuita, attualmente sarebbero intorno alle 160 mila: «Sappiamo che arriveranno a scaglioni, ma non sappiamo ancora quando. Ci risulta in modo informale che ci siano altre gare per acquistare lotti dalla Cina, per poter arrivare a un tetto di almeno 250 mila dosi, più dell’anno scorso – rimarca Mirko Tassinari, segretario provinciale del sindacato Fimmg, Federazione italiana medici di medicina generale – . Stiamo aspettando l’incontro con l’Ats, nel Comitato aziendale, fissato per il 17 settembre, in cui contiamo di avere informazioni chiare su quando si partirà, come, e dove. C’è il problema degli spazi, per i quasi 300 medici di base che per rispettare il distanziamento e le norme anticontagio, non sono in grado di vaccinare nei propri studi: non sono ancora stati definiti quali siano questi spazi, come i medici possano prenotare gli slot per le sedute. Contiamo che entro fine settembre le procedure siano tutte definite. L’autunno è dietro l’angolo e non si partirà prima della fine ottobre». Mentre quest’anno, proprio per la pandemia Covid, si sperava una campagna più anticipata, anche se, come ha rimarcato l’assessore Giulio Gallera ieri, «il clou dell’influenza, si ha tra gennaio e febbraio». Sugli spazi, l’Ats di Bergamo ha già dichiarato che sono 110 i Comuni in cui sono state individuate sedi alternative agli ambulatori; a Bergamo si tratterebbe di almeno 15 punti, tra sale di associazioni,della Croce Rossa e altri spazi del Comune.

Intanto, lunedì si è tenuto un incontro tra Ats Bergamo e le tre Asst del territorio orobico che, attraverso Presst e distretti, devono organizzare le sedute vaccinali. «L’incontro è servito a fare il punto sui lavori che l’Ats sta svolgendo con i medici e i Comuni per l’individuazione delle condizioni migliori per l’attività vaccinale e con le Asst che si stanno organizzando, anche con il reclutamento di nuove risorse professionali, per i calendari – ha fatto sapere l’Ats – . Venerdì ci sarà l’incontro con i direttori dei Presst delle Asst per le fasi operative».

Le farmacie

Il Ministero della salute proporrà alla Conferenza Stato-Regioni del 10 settembre una rimodulazione delle quote dei vaccini antinfluenzali acquisiti dalle Regioni, in modo da soddisfare tramite le farmacie anche la richiesta dei cittadini che, pur non rientrando tra i soggetti aventi diritto alla vaccinazione, vorranno comunque vaccinarsi. In questo modo si ridurrà anche la pressione sulle strutture sanitarie pubbliche.

È questo - spiegano in una nota Fofi (Federazione ordini farmacisti italiani), Federfarma e Assofarm - , il principale risultato del «proficuo incontro» tenutosi ieri al Ministero della salute, al quale hanno partecipato le rappresentanze del mondo della farmacia e dei farmacisti. Nel corso dell’incontro si è altresì convenuto sull’utilità di rendere disponibili in farmacia i test sierologici validati dall’Istituto Superiore di Sanità e dal Comitato Tecnico-scientifico. Il Ministero si è impegnato a predisporre un elenco dei test che potranno essere effettuati nelle farmacie.

© RIPRODUZIONE RISERVATA