Vince la lotteria della Green Card: Angelo negli Usa per produrre pasta

LA STORIA. Angelo Benzoni si è trasferito con la moglie nel 2017. Ha ottenuto la residenza permanente negli Stati Uniti. In un pastificio confeziona anche scarpinòcc e casoncelli.

Lettura 4 min.

Il destino ha portato Angelo Benzoni negli Stati Uniti: spinto forse dalla noia della routine quotidiana in Alta Valle Seriana, ha deciso di partecipare alla lotteria Green Card con cui ogni anno il governo degli Stati Uniti assegna migliaia di visti di residenza permanente. La fortuna ci ha visto bene e da gennaio 2017 il 45enne originario di San Lorenzo di Rovetta, si è trasferito ad Oakland, nella San Francisco Bay Area. Ad agosto dello stesso anno lo ha raggiunto anche la moglie, Valentina Santacaterina, 41enne di Clusone, che oggi lavora nel mondo della scuola ed insegna italiano ai bambini americani. Angelo invece è impiegato nel settore alimentare.

«Mi sono trasferito a Oakland – racconta Angelo Benzoni riavvolgendo il nastro di quasi dieci anni oltreoceano –, nella San Francisco Bay Area, nel gennaio 2017, inizialmente da solo. Valentina mi ha raggiunto nell’agosto dello stesso anno. Poco prima di partire avevo conosciuto via Internet Michele Belotti, originario di Vall’Alta di Albino, che vive qui dal 2011. È sposato negli Stati Uniti e gestisce un ristorante e un pastificio artigianale dove lavoro tuttora. Produciamo pasta fresca, prevalentemente tipica del Nord Italia, in particolare di Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna. Sono particolarmente orgoglioso del fatto che tra i piatti più richiesti ci siano i casoncelli e gli scarpinòcc, specialità della nostra tradizione bergamasca».

La lotteria vinta due volte

«La decisione di partire è nata quasi per gioco. Una sera Angelo aveva sentito parlare della lotteria per la Green Card da un amico – racconta Valentina –, ed abbiamo iniziato a fantasticare su come sarebbe stato vivere negli Stati Uniti. Abbiamo deciso di candidarci, convinti che fosse solo un sogno lontano. Invece Angelo è stato estratto… ben due volte! La prima volta l’estrazione venne annullata per un errore nel sistema. Ci siamo quindi iscritti di nuovo: io, ormai convinta che la fortuna fosse già passata, ero piuttosto pessimista. E invece la dea bendata ha bussato di nuovo alla nostra porta. Una volta ottenuta la Green Card, abbiamo iniziato a viaggiare negli Stati Uniti per capire quale città potesse fare al caso nostro. San Francisco ci ha colpito immediatamente per il suo incredibile fascino, anche se per molto tempo New York è stata in cima alle mie preferenze».

«Siamo partiti con la speranza di riuscire a realizzare ciò che in Italia non eravamo riusciti ad ottenere – ricorda ancora Valentina –: un lavoro stabile, una maggiore solidità economica, una prospettiva più sicura per il nostro futuro. Avevamo grandi aspettative e, posso dirlo oggi,

sono state ripagate. Non è stato semplice: abbiamo dovuto ricostruire la nostra vita da zero, in un Paese straniero, con usi e costumi diversi e con una lingua che non era la nostra. Ci sono stati momenti di fatica, di adattamento e di incertezza. Ma a distanza di ormai dieci anni posso dire che siamo molto felici di ciò che abbiamo costruito. È stato un percorso impegnativo, ma ci ha fatto crescere, sia come coppia sia come singole persone».

La California, un luogo straordinario, estremamente vario dal punto di vista naturale: a poche ore di macchina si possono raggiungere posti incredibili come Yosemite National Park, Lake Tahoe, Sequoia e molte altre meravigliose aree naturali.

«Di San Francisco adoro profondamente la sua multiculturalità – prosegue la 41enne – : è una città in cui culture, lingue e tradizioni diverse convivono e si intrecciano ogni giorno. Ciascun quartiere racconta una storia differente, modellata dalle persone che lo abitano, dalle loro origini e tradizioni. Camminando per la città si ha davvero la sensazione di attraversare mondi diversi, ognuno con la propria identità e il proprio carattere. E poi c’è la California. Vivere qui significa essere a un passo da luoghi naturali straordinari: il Lago Tahoe, la maestosità di Yosemite, i paesaggi surreali della Death Valley, le sequoie imponenti di Muir Woods e Sequoia, le scogliere spettacolari di Big Sur. La natura qui è protagonista assoluta, con montagne maestose, foreste antiche e panorami incontaminati che lasciano senza fiato».

Una metropoli multiculturale

«Il lato negativo della città è che tutto sta diventando enormemente caro – spiega ancora –. Vivere a San Francisco oggi è sempre più difficile se non si ha uno stipendio a sei cifre. Il costo degli affitti e della vita in generale è cresciuto in modo significativo, e questo ha cambiato profondamente il tessuto sociale della città. Il Covid inoltre ha rappresentato un duro colpo: per mesi tutto è rimasto chiuso, le strade erano vuote e il downtown, un tempo pieno di vita e di lavoratori, è diventato quasi deserto. Con lo smart working diffuso e gli uffici chiusi, il centro della città si è svuotato improvvisamente. In quel periodo si sono accentuati problemi già presenti, come la criminalità e la diffusione della droga, e la percezione di insicurezza è cresciuta. I tre anni successivi alla pandemia sono stati particolarmente difficili: molte attività non hanno riaperto, tanti negozi hanno abbassato definitivamente le serrande e l’atmosfera era molto diversa da quella che avevamo conosciuto un tempo. Oggi, però, si respira un’energia nuova. La metropoli sta lentamente tornando al suo splendore: eventi, turismo e nuove aperture stanno riportando movimento e vitalità. Non è più esattamente la San Francisco di prima, ma sta cercando di reinventarsi e di ritrovare il proprio equilibrio».

Tornare in Alta Valle Seriana?

Mai direi mai. «L’aspetto più difficile resta la distanza dalla famiglia – riprende parola il 45enne –: il viaggio è lungo e c’è un fuso orario di nove ore che non facilita le cose. Non ci siamo mai imposti di restare qui per sempre: siamo aperti alle opportunità che la vita ci presenterà, anche se l’idea, un giorno, sarebbe quella di tornare. Da tre anni inoltre abbiamo ottenuto anche la cittadinanza americana e oggi abbiamo il doppio passaporto. Le differenze tra qui e l’Italia sono molte. Dal punto di vista del cibo, fortunatamente, non ci manca nulla: si trova di tutto e di alta qualità, anche se a prezzi elevati. La cosa più bella, però, è che vivere qui mi ha permesso di conoscere culture diverse e di scoprire cucine da ogni parte del mondo, che non avrei mai pensato di assaggiare. Noi italiani siamo spesso molto legati alla nostra tradizione gastronomica e tendiamo a pensare che si mangi bene solo da noi, invece da quando siamo qui, se usciamo a cena raramente scegliamo un ristorante italiano».

Bergamo senza confini

Essere più vicini ai bergamaschi che vivono all’estero e raccogliere le loro esperienze in giro per il mondo: è per questo che è nato il progetto «Bergamo senza confini» promosso da «L’Eco di Bergamo» in collaborazione con la Fondazione della comunità bergamasca onlus. Per chi lo desidera è possibile ricevere gratuitamente per un anno l’edizione digitale del giornale e raccontare la propria storia. Per aderire scrivete a: [email protected].

© RIPRODUZIONE RISERVATA