Vola a Barcellona
e ora coordina
la comunicazione
del portale
Matrimonio.com

Uno spirito libero sa volare via quando altri metterebbero radici; mette la felicità e la soddisfazione personale al primo posto, ma allo stesso tempo coltiva con cura la relazione con gli altri. Uno spirito libero fa le valigie per crescere, raccogliere storie, vivere nuove esperienze. E non si ferma quasi mai, tranne davanti a un piatto di casoncelli. Francesca Carminati, trentaduenne di Bergamo, è lo spirito libero che a novembre 2018 ha deciso di lasciare il nido accogliente della sua grande famiglia nel quartiere di Borgo Palazzo a Bergamo (e un lavoro sicuro) per regalarsi la possibilità di ricominciare da un’altra parte.

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«Dopo l’esperienza di studio all’estero nel mio secondo anno di università, l’idea di trasferirmi fuori dall’Italia mi ha sempre accompagnata – racconta Francesca –. Così dopo gli anni al liceo linguistico “Falcone” di Bergamo e la laurea triennale in Comunicazione, con la parentesi Erasmus all’Università di Granada, sono tornata nella mia amata Spagna per frequentare un Master in Digital Marketing a Barcellona. E qui sono rimasta». Oggi Francesca è responsabile Comunicazione del portale Matrimonio.com, brand del gruppo americano leader del settore nuziale The Knot Worldwide, pensato per aiutare gli sposi a organizzare il giorno più felice della loro vita. «Mi occupo della gestione di ufficio stampa, social media ed eventi, lavorando tendenzialmente da casa dal febbraio 2020 a causa della pandemia – prosegue Francesca –. Nei periodi di maggior libertà ne approfitto per fare qualche viaggio e lavorare dalle Canarie o dalle Baleari, tutta un’altra cosa rispetto alle mura casalinghe. Negli ultimi tempi sono riuscita a tornare spesso anche a Bergamo, stando vicina alla mia famiglia e agli amici che mancano sempre troppo».

Maggiore di quattro tra fratelli e sorelle, Francesca è cresciuta circondata dagli affetti, con la fortuna di avere come vicini di casa nonni materni, zii e cugini. In Italia aveva un bel lavoro a tempo indeterminato (addetta comunicazione e marketing in Humanitas Gavazzeni) ed era riuscita a trasferirsi in un appartamento circondato dal verde in zona Valtesse. Eppure una vocina le diceva che era arrivato il momento di trovare nuovi stimoli e inseguire quel desiderio lasciato in sospeso. «Chiesi un’aspettativa non retribuita di un anno per frequentare il master a Barcellona e trovai un lavoro che potesse mantenermi nella nuova città – riprende Francesca –. In quei mesi capii che la strada era quella giusta, in salita certo, ma perfetta per me: mi licenziai dal lavoro in Italia e iniziai a lavorare per Matrimonio.com. Sono già passati tre anni e non mi sono mai pentita della mia scelta».

Oltre ad aver trovato un lavoro gratificante, Francesca ha riabbracciato una città in cui è difficile annoiarsi. «Nel mio tempo libero adoro perdermi per le strade di Barcellona, scoprire angoli e posti nuovi, far colazione al bar leggendo un libro, praticare nuoto libero, fare passeggiate lungo mare e organizzare gite fuori porta da sola o con amici – racconta emozionata -. In questo momento Barcellona mi sta regalando ciò di cui ho bisogno, ma sono pronta a cambiare nuovamente qualora non dovessi più sentirmi così bene. Vorrei continuare a crescere professionalmente, a essere circondata da persone che hanno storie stimolanti da raccontare e a non perdere mai la curiosità per ciò che non conosco. E un giorno chissà, mi piacerebbe avere una famiglia tutta mia».

In questi anni lontana, con una pandemia di mezzo, la cosa più difficile è stata accettare di non poter tornare a casa tutte le volte che avrebbe voluto: se prima del Covid Francesca faceva una capatina a Bergamo ogni paio di mesi, dal 2020 i rientri sono stati più complicati. «Ricordo ancora con angoscia i primi mesi di pandemia, quando in Spagna la vita scorreva quasi invariata mentre a Bergamo morte e dolore spazzavano via una generazione intera – rivela la bergamasca –. In quel periodo persi anche il mio caro nonno materno e poco dopo mi accorsi di aver contratto il virus, fortunatamente in maniera leggera. Per un mese e mezzo restai isolata nella mia stanza di Barcellona per paura di contagiare i miei coinquilini: mi sentivo terribilmente sola e impaurita». Dove metterà radici uno spirito libero non è dato sapere, ma quando il posto è quello giusto e ne vale la pena, uno spirito libero lo sa: si ferma, respira e poi riparte.

Essere più vicini ai bergamaschi che vivono all’estero e raccogliere le loro esperienze in giro per il mondo: è per questo che è nato il progetto «Bergamo senza confini» promosso da «L’Eco di Bergamo» in collaborazione con la Fondazione della Comunità Bergamasca. Per chi lo desidera è possibile ricevere gratuitamente per un anno l’edizione digitale del giornale e raccontare la propria storia. Per aderire scrivete a [email protected] o cliccate sul banner qui a fianco.

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