Da evitare che i ko inneschino il tarlo  della paura

Da evitare che i ko
inneschino il tarlo
della paura

La sconfitta con la Sampdoria brucia ancor più di quella in casa della Fiorentina di sette giorni prima. Questa volta si è avuta per quasi tutta la partita la sensazione che il gol stesse veramente maturando, come diciamo dalle nostre parti. Due legni (Zapata e Gomez), le parate di Audero (poche ma decisive), che ci ha messo piede e mani, il difensore che intercetta il tiro a botta sicura (Murru su Zapata)... Ma soprattutto un’Atalanta che non ha smesso di spingere per tutto l’incontro, tenendo lontani il più possibile i blucerchiati dalla porta di Gollini.

Il guaio è che sul colpo di testa di Tonelli (cross di Ramirez dall’angolo) si è distratta e l’ha pagata cara. L’ennesima rete subita su calcio piazzato: sta diventando un vizio e Gasperini non sa più cosa fare per porvi rimedio. Lo 0-1 di ieri è una punizione severissima, che va però a castigare anche l’incapacità di segnare da cui i nerazzurri non sono ancora guariti. Avevano di fronte la miglior difesa del campionato, ma i reiterati errori sotto porta, al momento di finalizzare la gran mole di lavoro svolta, prima o poi li purghi. Ci hanno provato, più maldestramente di Gomez e Zapata, anche Hateboer, Castagne, Freuler e Mancini, oltre a Toloi che ha quasi fatto gridare al gol del pareggio ma il portiere doriano ce l’ha strozzato in gola. Morale: sconfitta immeritata ma fino a un certo punto. La classifica, brutta (Atalanta quartultima), è immutata perché davanti e dietro hanno perso a raffica, ma c’è pur sempre una gara in meno sul calendario e ad ogni caduta si fa un passo indietro lungo il cammino dei sogni, che erano diventati obiettivi. Ma gli scenari sono via via cambiati. L’Atalanta offre buone prestazioni però non fa punti e gli ultimi li ha aveva racimolati uno a uno. La situazione ha la faccia della crisi, non c’è da girarci intorno. Quanto servirà la sosta di campionato – per far spazio alle nazionali, che chiamano mezza rosa nerazzurra, per cui Gasp avrà a disposizione pochi giocatori per lavorare – lo capiremo nel trittico (abbordabile) che seguirà: Chievo a Verona, Parma a Bergamo e Bologna fuori casa. Una vittoria subito potrebbe restituire fiducia e autostima: la squadra non si risparmia ma è ovvio che le sconfitte sono un tarlo che può innescare la paura. Fermatelo al più presto.

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