Anno 1928, nasce lo stadio Brumana: sfilata in città, poi Atalanta-Dominante
ACCADDE DAVVERO A BERGAMO. L’impianto, avveniristico per l'epoca, fu realizzato nel giro di un anno nella zona dell’ex ippodromo di Borgo Santa Caterina. Per l’inaugurazione ufficiale un corteo attraversò il centro prima della partita.
Mentre ammiriamo il nuovissimo Gewiss Stadium, riavvolgiamo il nastro del tempo fino alle sue origini. È il 1928 quando a Bergamo viene inaugurato lo stadio Brumana, nella stessa area dell’impianto attuale. Il primo colpo di piccone viene dato sul finire del 1927 e nel giro di un anno lo stadio, realizzato dove un tempo c’era l’ippodromo di Borgo Santa Caterina, è pronto. L’Atalanta lascia così lo stadio alla Clementina per trasferirsi nel nuovo impianto la cui capienza allora è di 12mila posti.
Progetto avveniristico
A lanciare l’idea del nuovo stadio è il federale di Bergamo Pietro Capoferri che nel 1928 viene nominato anche presidente dell’Atalanta, e il progetto è dell’ingegner Luigi De Beni. Si tratta di un impianto all’avanguardia per l’epoca: un complesso 35mila metri quadrati con una pista per l’atletica, una piscina con spogliatoi e bar-ristorante, due campi per il tennis e uno per la palla al cesto, come allora si chiamava il basket.
Due le tribune: quella coperta talmente avveniristica da finire sulle più prestigiose riviste d’architettura dell’epoca. Attorno c’è anche «un autoparco per il deposito delle macchine durante gli spettacoli sportivi», evidenziano le cronache di allora. Siamo ai tempi del fascismo e l’impianto viene intitolato a Mario Brumana, militante della prima ora morto nel ‘22. Dopo la guerra diventerà il «Comunale» e poi «Atleti azzurri d’Italia».
L’inaugurazione
Prima partita ufficiale: giovedì 1° novembre 1928, Atalanta-Triestina 4-1. L’inaugurazione dell’impianto, però, avviene il 23 dicembre prima di Atalanta-Dominante: quella domenica arrivano 15 mila persone, con diverse autorità dell’epoca. Il match, preceduto da un’esibizione di ginnastica ritmica, vede i nerazzurri battere 2-0 i genovesi «fra applausi ed evviva interminabili».
La giornata dell’inaugurazione viene organizzata nei minimi particolari con una sfilata dal piazzale della stazione fino allo stadio, fanfare e bandiere tricolori. Per l’occasione viene «mobilitato» anche il Campanone, che ogni tanto fa sentire la sua voce «tonda e grossa». Da una cronaca: «L’aspetto della vastissima arena è imponentissimo: la folla si è assiepata ovunque formando ad ogni sporgenza grappoli umani. Al di sopra delle teste ondeggiano vessilli e gagliardetti. Uno spettacolo eccezionale».
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