Bozzetto, una serata stellare con dedica agli animatori

CINEMA. L’autore ha ricevuto il David di Donatello «Speciale» ricordando il sostegno del padre e il lavoro non sempre riconosciuto di tanti colleghi. «Questo premio è anche per loro».

Un premio speciale, quello assegnato il 6 maggio a Bruno Bozzetto durante la 71a edizione del David di Donatello trasmessa in diretta su Rai1 dal teatro 23 di Cinecittà. «Speciale» non solo perché questo è il termine usato per i riconoscimenti al di fuori della competizione canonica, ma soprattutto per la capacità di Bozzetto di entrare nel mondo del cinema «facendo i disegni animati», come lui stesso ha dichiarato durante il tradizionale red carpet che precede la premiazione. Di seguito, le dichiarazioni di Bozzetto dopo aver ricevuto il premio.

«Noi facciamo un lavoro particolare che è sempre un po’ relegato al mondo dei prodotti per bambini e, visto che questo premio mi arriva qui, proprio nel Tempio del Cinema, questa è una dimostrazione che anch’io ho fatto del cinema»

Ricordi e ringraziamenti

«Devo ringraziare la presidentessa Piera Detassis, perché lei e l’Accademia hanno deciso di darmi un premio che è molto importante per noi animatori. Noi facciamo un lavoro particolare che è sempre un po’ relegato al mondo dei prodotti per bambini e, visto che questo premio mi arriva qui, proprio nel Tempio del Cinema, questa è una dimostrazione che anch’io ho fatto del cinema, perché effettivamente noi animatori facciamo il vostro lavoro - rivolgendosi alla platea -, esattamente uguale. Desidero ringraziare soprattutto mio padre perché, agli inizi degli anni ’60, ha creduto in me. Provate a immaginare, avevo 19-20 anni e l’unico concorrente sulla piazza era Walt Disney. Lui ha creduto che io potessi fare un lavoro che sembrava impensabile. E poi ringrazio i collaboratori. Prima sono stati già ringraziati i collaboratori da parte di tutti, ma pensate nell’animazione cosa significa. I disegnatori, gli scenografi e gli animatori fanno un lavoro artistico importantissimo e veramente determinante per il successo di un film. Quindi li voglio ringraziare tutti perché il premio è anche loro. Grazie ancora a voi tutti».

«Desidero ringraziare soprattutto mio padre perché, agli inizi degli anni ’60, ha creduto in me. Provate a immaginare, avevo 19-20 anni e l’unico concorrente sulla piazza era Walt Disney. Lui ha creduto che io potessi fare un lavoro che sembrava impensabile»

Omaggi e musica

Oltre a quello di Bozzetto, i David speciali assegnati in questa edizione sono stati quelli al regista e sceneggiatore Gianni Amelio e al direttore della fotografia Vittorio Storaro, oltre a quello consegnato ad Ornella Muti che lo aveva vinto nel 2025 senza però ritirarlo a causa di un malore improvviso. Per quanto riguarda la cerimonia di premiazione, dagli omaggi al grande cinema del passato alla richiesta continua e costante durante quasi ogni discorso di una maggior considerazione del mercato cinematografico attuale, l’intera cerimonia è risultata essere un inno al cinema italiano nella sua forma migliore e più alta. La serata, la cui conduzione è stata affidata alla coppia inedita composta da una Bianca Balti sempre più avvezza alla conduzione e un Flavio Insinna tanto istrionico quanto forse troppo legato ad uno stile di presentazione più da quiz che da serata di gala, è stata aperta dalla cantante Annalisa, che si è esibita in una cover del brano «Bang Bang» diventata poi la sua hit «Esibizionista». Nel corso dell’evento, si sono dati il cambio sul palco anche Arisa, che ha reinterpretato il brano «Smile» composto da Charlie Chaplin per il suo «Tempi Moderni», Tommaso Paradiso con la sua «I romantici» e Francesca Michielin con «Nessun grado di separazione» eseguita durante il momento dell’In Memoriam.

Il trionfo di «Città di pianura»

Quanto alle premiazioni, a trionfare è stato «Città di pianura» con ben otto statuette conquistate: miglior film, miglior regia, miglior sceneggiatura originale, miglior produzione, miglior attore protagonista (Sergio Romano), miglior casting, miglior montaggio e miglior canzone originale. L’unica pellicola che è sembrata in grado di contenere questa «invasione veneta», come l’ha scherzosamente definita Piera Detassis durante la consegna del David per il miglior film, è stata «Primavera» di Damiano Michieletto che si è portata a casa quattro statuette per il miglior compositore, migliori costumi, migliore acconciatura e miglior suono. Ex aequo invece per «la città proibita» di Gabriele Mainetti e «Le assaggiatrici» di Silvio Soldini, con il primo che ha conquistato i premi per migliore fotografia, migliore scenografia e migliori effetti visivi ed il secondo che ha invece trionfato nelle categorie migliore sceneggiatura non originale e miglior trucco, conquistando però anche il «David Giovani», premio assegnato da una giuria composta da ragazzi e ragazze frequentanti le scuole superiori o l’università. Debacle invece per «La grazia» di Sorrentino, grande favorito della vigilia con le sue quattordici nomination che si è invece ritrovato per il secondo anno consecutivo a mani vuote.

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