Cinefilosofia, quando la realtà si riflette sul grande schermo

LA RASSEGNA. Ossessioni, indifferenza e ricerca dell’armonia sono i temi centrali della nuova edizione degli incontri dedicati al cinema e alla filosofia. Al Conca Verde il primo appuntamento è fissato il 21 aprile con «Bugonia» e il professor Roberto Mordacci.

Bergamo

Il cinema e la filosofia si incontrano in città. Dal 21 aprile al 12 maggio, tutti i martedì, il Cinema Conca Verde ospita la nuova edizione di Cinefilosofia. La formula è semplice: alle visioni di film si abbinano incontri di filosofia ispirati alle immagini. Cinefilosofia propone un’edizione che mette a fuoco temi forti: le ossessioni delle teorie del complotto, l’indifferenza verso il prossimo, la ricerca dell’equilibrio a livello individuale e nella comunità. Un filo rosso che mette in evidenza il disagio dell’individuo nella società contemporanea e lo confronta con storie ambientate in realtà diverse, viaggiando nel tempo e nelle periferie delle nostre città.

Complottismi allo sbando

Cinefilosofia apre il 21 aprile (ore 20,30) con uno dei film più importanti della recente stagione cinematografica 2025/6 ovvero «Bugonia» di Yorgos Lanthimos. Il film con protagonista Emma Stone è stato scelto dal primo ospite Roberto Mordacci che, dopo la visione, proporrà l’incontro dal titolo «La salvezza viene da Andromeda - Complottismi allo sbando e ironia fantascientifica». Mordacci è professore di Filosofia Morale e prorettore alle Scienze umani e sociali dell’Università Vita-Salute San Raffaele dove è stato Preside della Facoltà di Filosofia. Direttore del Centro Internazionale di Ricerca per la Cultura e la Politica Europea. Ha svolto inizialmente attività di ricerca e insegnamento in bioetica, estendendo in seguito le sue aree di interesse ai fondamenti dell’etica, all’etica kantiana e, più recentemente, alla critica del postmodernismo, al pensiero utopico e alla teoria critica. La trama di «Bugonia» attinge nel bacino - ormai straripante - delle teorie del complotto ai confini della follia. Il regista Lanthimos racconta la storia di Teddy, convinto che la Terra sia ormai infiltrata da esseri provenienti da un’altra galassia. Per questa ragione rapisce la manager Michelle con l’intendo di costringerla a confessare la propria origine aliena.

La tragedia oltre il giardino

Nella seconda serata, il 28 aprile (sempre di martedì, ore 20.30), si partirà con la visione de «La zona d’interesse» di Jonathan Glazer, a cui seguirà l’incontro condotto da Federica Sossi, per la prima volta ospite a Cinefilosofia, dal titolo «Rumori di fondo, tra passato e presente». Sossi è professoressa associata di Estetica all’Università di Bergamo. I suoi principali temi di ricerca sono le migrazioni e le politiche migratorie dell’Ue, i razzismi e il tema del colonialismo e della colonialità. Il film di Glazer porta gli spettatori sulla soglia dell’orrore della Shoah. La vicenda è narrata con il punto di vista del comandante di Auschwitz Rudolf Höss e sua moglie Hedwig, capaci di realizzare il sogno di una vita: una famiglia numerosa, una casa, e un grande giardino. Il terreno orgogliosamente coltivato è però separato dal campo di sterminio soltanto da un grigio muro di pietra.

La ricerca dell’armonia

Il 5 maggio sarà ospite Florinda Cambria (Docente di Filosofia del Presente, Filosofia della Storia e Filosofia teoretica all’Università degli Studi dell’Insubria) che quest’anno ha scelto di proporre la visione di uno dei film recenti più amati del maestro Wim Wenders, ovvero «Perfect days». Il suo incontro s’intitola «Komorebi: il balenare della luce, riserve di senso del presente nella presa in cura del quotidiano attraverso la forza trasformativa della speranza». L’incontro è organizzato in collaborazione con associazione Diaforà. Il film di Wenders è ambientato a Tokyo e mostra la routine quotidiana di Hirayama, un sessantenne giapponese che pulisce i bagni pubblici. Un uomo che pratica la semplicità e la moderazione, nei suoi gesti e nelle sue - poche - parole, coltivando la ricerca dell’armonia con quanto lo circonda.

Individui e comunità

Cinefilosofia 2026 chiuderà martedì 12 maggio con l’intenso «Vermiglio» di Maura Delpero scelto da Rossella Fabbrichesi che proporrà una riflessione dal titolo «Pratiche e forme di vita: una riflessione filosofica: come si costruisce un essere umano?». Fabbrichesi è ordinaria di Filosofia Teoretica e Filosofia delle Pratiche all’Università degli Studi di Milano e la sua riflessione sarà rivolta a un’opera, che come nel capolavoro di Ermanno Olmi - «L’albero degli zoccoli» - racconta con commovente naturalezza le vicende di una famiglia contadina delle nostre valli alla fine della guerra. La rassegna è organizzata in collaborazione con Europacinemas e Diaforà.

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