Con la Dicoesi di Bergamo Settimane della Cultura: un’offerta di gioia piena che attraversa le vite
LA MANIFESTAZIONE. Dal 10 aprile al 10 maggio la Diocesi di Bergamo si trasforma in spazio narrativo diffuso. Oltre 120 iniziative culturali in calendario.
C’è una gioia che non fa rumore, ma attraversa la vita, le persone, l’attività delle parrocchie. Si nasconde nei gesti quotidiani, si riconosce nei volti, prende forma nei luoghi. E, a volte, trova una lingua comune per raccontarsi: quella della cultura. È da qui che ripartono le Settimane della Cultura, in programma dal 10 aprile al 10 maggio, giunte alla loro quarta edizione. Un tempo disteso, in cui la diocesi di Bergamo si trasforma in un grande spazio narrativo diffuso.
Il palinsesto in tre note
Saranno oltre 120 le iniziative in calendario, distribuite su tutto il territorio diocesano, con il coinvolgimento di tutte le 13 Comunità Ecclesiali Territoriali
Il titolo scelto – «La vostra gioia sia piena». Nascere ogni giorno, servire con amore, festeggiare la vita – non è solo un riferimento spirituale, ma una vera e propria struttura narrativa: tre verbi, tre movimenti, tre «note» che guidano l’intero palinsesto degli appuntamenti. Una partitura collettiva, in cui ogni comunità è chiamata a portare in primo piano la propria voce. Saranno oltre 120 le iniziative in calendario, distribuite su tutto il territorio diocesano, con il coinvolgimento di tutte le 13 Comunità Ecclesiali Territoriali. Un dato che racconta meglio di ogni definizione la natura di questo progetto: una cultura che nasce dal basso, si costruisce nella relazione e cresce nella condivisione.
A promuovere le iniziative sono parrocchie, istituti di vita consacrata, movimenti laicali, archivi, biblioteche, scuole, cooperative e Cet, spesso in dialogo con enti pubblici e privati, realtà del territorio e singoli cittadini. Una rete ampia e viva, capace di generare proposte che intrecciano linguaggi e sensibilità diverse.
Esperienze e legami
«Le Settimane della Cultura sono diventate negli anni uno spazio che genera incontri, relazioni, attività – osserva Sabrina Penteriani, delegata vescovile alla cultura e comunicazione della Diocesi di Bergamo –. Non si tratta solo di offrire eventi, ma di accendere la scintilla di nuovi processi culturali che si radicano nella fede: mettere in dialogo esperienze, costruire legami, permettere alla gioia di emergere come dimensione concreta della vita comunitaria».
Le iniziative spaziano tra elevazioni musicali accompagnate da letture teatralizzate, spettacoli teatrali, musical, visite guidate, itinerari storico-artistici, incontri di riflessione e discernimento sul presente, proiezioni cinematografiche, alcune in collaborazione con Acec-Sas Bergamo
Il programma si apre il 10 aprile con l’inaugurazione alle 18.30 alla Cattedrale di S. Alessandro Martire in città: sarà una serata speciale, la presentazione sarà seguita infatti da itinerari d’arte, musica, teatro e narrazione alla scoperta dei tesori di piazza Duomo. E poi tutto prenderà forma nel tessuto diffuso delle comunità. Le iniziative spaziano tra elevazioni musicali accompagnate da letture teatralizzate, spettacoli teatrali, musical, visite guidate, itinerari storico-artistici, incontri di riflessione e discernimento sul presente, proiezioni cinematografiche, alcune in collaborazione con Acec-Sas Bergamo. I musei parrocchiali partecipano attivamente con aperture, percorsi e iniziative dedicate, mentre numerosi ordini religiosi rinnovano il loro contributo culturale e spirituale.
Le unità pastorali
Significativa è anche l’adesione di diverse unità pastorali, che propongono iniziative condivise e corali: dall’Unità Pastorale di Alzano a quella di Zogno, dalla Valle del Lujo alle parrocchie del Comune di Castione. Segni concreti di uno stile che mette al centro la collaborazione e la costruzione comune. Uno dei tratti distintivi di questa edizione è il forte coinvolgimento delle nuove generazioni. Tutte le scuole della Fondazione Opera Sant’Alessandro partecipano al progetto, mentre in diverse realtà i bambini e i giovani diventano protagonisti attivi. A Brembate, ad esempio, i più piccoli della scuola dell’infanzia saranno coinvolti in un’iniziativa dedicata, mentre ad Almenno San Bartolomeo saranno adolescenti e giovani a ideare e realizzare le proposte.
Molto attesi sono «Telemaco» dei Licei dell’Opera Sant’Alessandro e il musical «Robin Hood – una speranza per Sherwood», in scena all’Auditorium del Seminario di Bergamo, realizzato dalla parrocchia di Clusone e vincitore della prima edizione del concorso diocesano «Su il Sipario».
Fede e cultura in dialogo
«Quello che colpisce è la capacità di queste Settimane di generare partecipazione autentica – sottolinea don Davide Rota Conti, direttore dell’Ufficio Beni Culturali –. Ogni comunità, gruppo, associazione diventa parte di un racconto condiviso, in cui la cultura si intreccia con la vita e la gioia si costruisce insieme. Quest’anno abbiamo scelto come punto di partenza il Museo diocesano, cuore che alimenta questo dialogo tra fede e cultura».
Le Settimane della Cultura 2026 si svolgono con il patrocinio del Dicastero della Cultura e dell’Educazione, della Provincia e del Comune di Bergamo e di Regione Lombardia, e con il sostegno di realtà come 8x1000, Fondazione Banca Popolare di Bergamo ente filantropico, Fondazione della Comunità Bergamasca, Fondazione Credito Bergamasco, Framar e Sacbo.
Accanto alle iniziative diffuse, trovano spazio anche progetti trasversali di particolare valore. Tra questi, «Gioia + Gioia», promosso dal Consorzio Solco Città Aperta: laboratori creativi rivolti agli animatori degli oratori per completare opere artistiche nate nei servizi delle cooperative e in carcere, attraverso materiali di recupero. Un percorso che unisce inclusione, creatività e responsabilità sociale.
E ancora, «Patrimoni di Storie: raccontare l’arte, accendere la gioia», progetto della Fondazione Adriano Bernareggi che coinvolge volontari, giovani e comunità in un lavoro intergenerazionale di narrazione del patrimonio culturale, capace di mettere in dialogo memoria e contemporaneità. Tutti gli appuntamenti si possono trovare sul sito web . In un tempo che spesso frammenta, questa iniziativa offre occasioni per ricomporre. Tenere insieme arte e vita, memoria e presente, persone e comunità.
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