Concerto Baschenis al «Bernareggi», il pittore fa il bis
LA MOSTRA. Dopo i dipinti sulla cucina a Santa Brigida dal 30 luglio gli strumenti musicali nel Museo in Città Alta.
Lettura 3 min.È un’eco che dalle montagne parla alla città e, di rimando, dalla città alla montagna. Al centro la figura di Evaristo Baschenis, protagonista della nuova mostra «Concerto Baschenis», dal 30 luglio al museo Bernareggi di Bergamo, una preziosa esposizione che approfondisce il tema per cui il pittore bergamasco è divenuto celebre nella storia dell’arte, le enigmatiche nature morte con strumenti musicali. Dopo «Cucina Baschenis», inaugurata lo scorso 4 luglio nel museo Baschenis di Santa Brigida con tre opere che aprono lo sguardo su una dimensione più «domestica» e inedita del lavoro del maestro bergamasco, il raddoppio si avvicina.
«Concerto Baschenis»
Due esposizioni complementari che, insieme, restituiscono il ritratto più completo mai proposto del maestro del Seicento, mettendo in dialogo arte, territorio, musica e cultura materiale.
Da un lato il Baschenis delle cucine e del rame lucidato, dall’altro quello dei violini e degli spartiti sospesi nel silenzio, due mondi che tornano ad incontrarsi in un unico progetto espositivo che collega Bergamo e l’Alta Valle Brembana, nell’ambito di «Voci di Montagna, Sguardi di città», promosso da Fondazione Adriano Bernareggi e Altobrembo con il contributo della Fondazione della Comunità Bergamasca.
La mostra «Concerto Baschenis» sarà inaugurata venerdì 30 luglio, alle 18. Per l’occasione si terrà un concerto barocco dal titolo «Nel sonoro dipinto» con il duo di chitarre «Ensemble armonico» (il giorno successivo è in programma un altro concerto, ma all’antico Mulino di Cusio, con Eleonora Montagnana).
Un allestimento a cura di Enrico De Pascale e Silvio Tomasini, con una significativa selezione di dipinti in cui violini, liuti, spinette e spartiti sembrano sospesi in una dimensione fuori dal tempo, tra presenza e assenza, suono e silenzio.
Un racconto coerente con quello avviato in Alta Valle Brembana, terra dei Baschenis: «Il valore di una mostra si misura anche dalla capacità di generare nuove relazioni e ulteriori prospettive – afferma Silvio Tomasini, curatore -. È ciò che è accaduto con il progetto dedicato a Evaristo Baschenis: la scelta di riportare l’artista nella terra d’origine della sua famiglia ha aperto un dialogo più ampio tra città e montagna. Da questa relazione nasce “Concerto Baschenis”, una piccola esposizione che propone un nuovo sguardo sulle celebri nature morte musicali del pittore, attraverso opere meno note ma decisive per comprendere la sua ricerca. Dopo la dimensione domestica delle cucine di Santa Brigida, il visitatore è invitato a entrare nel silenzio degli strumenti: una pittura che, ancora oggi, riesce a trasformare l’assenza del suono in esperienza visiva e immaginativa».
La mostra, visitabile fino al 1° novembre 2026, prevede un parziale riallestimento della sala Baschenis al «Bernareggi» e riunisce tre opere di particolare rilievo. Una appartenente alla collezione permanente del museo di piazza Duomo, già parte della raccolta Crippa-Oberti, «Flauto a becco, chitarra, mandola, violino con arco, liuto attiorbato, viola da arco bassa, due fogli di spartito musicale, libri e mela» e due provenienti da collezioni private, eccezionalmente ospitate per l’evento espositivo. Si tratta di «Bombarda, chitarra all’italiana, violino con arco, flauto, fogli con intavolatura, scrigno, scatole, libri, pesca e arancia» e «Violino con arco, bombarda, chitarra all’italiana, scrigno, libri, libro-parte con notazione musicale». Due di queste tele furono esposte nel 1953 alla storica mostra «I pittori della realtà in Lombardia», curata da Roberto Longhi, momento fondamentale per la riscoperta critica di Evaristo Baschenis e della pittura di natura morta lombarda: la loro presenza congiunta rappresenta oggi una rara opportunità di seguire l’evoluzione dell’artista, dagli esordi fino alla piena maturità, attraverso opere che hanno contribuito in maniera decisiva alla sua fortuna moderna.
Le composizioni musicali
A contribuire in maniera decisiva alla sua fortuna moderna, l’invenzione pittorica delle composizioni musicali, non semplici nature morte, ma opere che sembrano trattenere il tempo, raccontando ciò che è appena accaduto e ciò che sta per ricominciare.
Gli strumenti, disposti con rigoroso equilibrio sul piano del tavolo e spesso raffigurati capovolti, conservano il ricordo di una musica appena interrotta: uno spartito lasciato aperto, una corda ancora tesa, il sottile velo di polvere che rivela le impronte delle dita evocano una presenza umana ormai scomparsa, trasformando gli oggetti in silenziosi custodi della memoria del suono.
Insieme al fascino dei concerti silenti, le atmosfere di una casa del Seicento, da vivere nella mostra allestita a Santa Brigida fino al 6 settembre: «“Cucina Baschenis” nasce dall’idea che un’opera d’arte sia una trama di relazioni tra luoghi, memorie e persone – illustra il curatore Giovanni Berera –. Portare questi dipinti nella terra d’origine della famiglia Baschenis non significa ricostruire un legame biografico mai documentato, ma attivare un dialogo nuovo tra opere e territorio. Nel Museo Baschenis la pittura incontra la cultura materiale della valle: gli oggetti diventano archivi di saperi e storie condivise. È un ritorno non geografico, ma culturale: quello di un immaginario alle proprie sorgenti».
Le informazioni dettagliate sulle modalità di fruizione della mostra e del museo si trovano sul sito ilbernareggi.it.
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