Costantinopoli fa il pieno al Donizetti, tutto esaurito per Lezioni di Storia

L’EVENTO. Alessandra Bucossi, docente di Civiltà bizantina, al Teatro Donizetti per raccontare la nascita della capitale: «Strategia e potere. La decisione di Costantino fu il risultato di un profondo mutamento dell’Impero romano».

Bergamo

Alessandra Bucossi, docente di Civiltà bizantina a Venezia, all’Università Ca’ Foscari, ricorre a una metafora floreale per significare il rapporto tra la «città madre» e la «figlia»: «Costantinopoli è la talea di un’ortensia che si chiama Roma. Volendo riprodurre un’ortensia, se ne taglia una parte e la si pianta nuovamente nel terreno.

A seconda che questo sia acido o basico, le infiorescenze che si svilupperanno saranno di diverso colore, blu o rosa. È come se, con la decisione di Costantino, Roma avesse messo radici in un nuovo terreno, nell’Oriente del Mediterraneo, sul Bosforo, in un’area di cultura greca; e in una nuova epoca, caratterizzata dall’affermazione del cristianesimo. Nei secoli successivi, Roma rimarrà legata alla cultura latina e diverrà papale; Costantinopoli sarà greca e imperiale».

«Costantinopoli, la nuova Roma» la conferenza al Teatro Donizetti, nell’ambito dell’edizione 2026 delle «Lezioni di Storia» della Fondazione Donizetti. La rassegna, promossa da Laterza Editori in coproduzione con la Fondazione Teatro Donizetti e con il sostegno di BCC Oglio e Serio, è dedicata quest’anno alle «Capitali culturali», ovvero alle città che, in epoche diverse, sono state centri di irradiamento di nuove idee. Tutti gli incontri sono introdotti dal giornalista Max Pavan, responsabile dell’informazione di Bergamo TV.

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