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SHOW. Alla ChorusLife Arena, il 28 ottobre, il comico ha portato in scena «Biol»: un ritorno a teatro - dopo 25 anni - con i suoi personaggi più noti, che ha lasciato spazio all’improvvisazione e ai ricordi personali.
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«Quanti saremo stasera? Mille? Mille milioni». Il ritorno dopo 25 anni sul palco del teatro di Fabio De Luigi non poteva forse che cominciare così, con la voce di uno dei suoi personaggi meglio riusciti, l’Ingegner Cane (con elmetto ma senza baffi e occhiali).
All’arena di ChorusLife mercoledì sera l’attore e comico romagnolo strappa una lunga serie di applausi fin dall’inizio del suo spettacolo «Biol», nonostante non sia in piena forma. «Non sto benissimo», dirà alla fine dei 90 minuti di performance. Un’esibizione a tutto campo, in cui richiama le sue storiche interpretazioni - da Medioman a Carlo Lucarelli passando per il triste Pagliaccio Baraldi, metafora del comico «che pur di strappare una risata è disposto a morire» -, ma dedica ampio spazio ai ricordi d’infanzia. C’è tanto, soprattutto, del rapporto con i suoi genitori.
«Si dice che chi fa il mio lavoro e sale sul palco lo faccia perché da piccolo ha avuto carenze d’attenzione. In psicanalisi si dice “non essere visti”». Come quella volta, racconta, che a 8 anni, durante le vacanze estive a Genova con i genitori mamma e papà, presi da una discussione, ripartirono in auto dimenticandolo sul marciapiede. C’è anche molta improvvisazione, che sfoggia ad esempio preparando su un piccolo piano lavoro una piadina romagnola, che poi lancia al pubblico.
Con indosso il grembiule, non può non vestire i panni del maestro Iginio Massari («Lei lo sa cos’è lo strutto? È maaarbido e liuucido»), che al termine della serata saluterà tra l’altro fra il pubblico in platea. È un ritorno agli esordi per De Luigi, che prima di congedarsi lascia la scena all’esibizione di un altro suo personaggio, il cantante Olmo. L’ultimo inchino arriva da un salto nel passato e al suo primo sketch comico di sempre, il corso di karate «Difesa personale per tutti». «Stava cominciando tutto - dice -. Oss»
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