Fumetti, i grandi maestri a Comicon
LA NONA ARTE. Da venerdì a domenica in Fiera il festival internazionale della cultura pop. Da Liberatore a Ortolani, dal creatore di «Raptor» McKean alle firme giapponesi, tante star tra i 200 ospiti. Gandi: tre giorni di emozioni e idee.
Lettura 3 min.
«È la mia prima volta a Bergamo. Ma non in Italia, dove c’è la migliore scuola di “comics” d’Europa. T anino Liberatore (l’autore di Ranxerox e, secondo Frank Zappa, “Il Michelangelo del fumetto”, ndr)? Ci incontreremo alla Fiera, ma ci siamo già visti. Io non so l’italiano, lui non sa l’inglese, ma abbiamo già dimostrato di poterci capire benissimo».
Parole, queste, pronunciate ieri mattina al Circolino dal grande maestro inglese del fumetto, Dave McKean, classe 1963, mentre nella sala civica, tutt’attorno, era esposta una sfilza di tavole, in realtà riproduzioni, tratte da un nuovo capitolo di uno dei suoi ultimi, immaginifici lavori, il graphic novel «Raptor», il mercenario cacciatore di mostri che «nasconde dietro una maschera inespressiva l’abisso di oscurità che i suoi occhi raccontano», come recitava una didascalia. Tavole che resteranno esposte al Circolino fino al 30 giugno.
L’occasione era delle più solenni, perciò richiedeva la presenza di questo maestro, che dal canto suo si è volentieri prestato all’incontro pubblico: si trattava della presentazione ufficiale della quarta edizione di Comicon alla Fiera di Bergamo. Si terrà tra venerdì e domenica (info su: comicon.it).
È stata anche l’occasione per fare il punto sulla «maturità» di questo grande appuntamento che fa di Bergamo una delle capitali della cultura pop, come ha spiegato il direttore artistico Matteo Stefanelli, che ha tentato subito di tracciare lo spirito di questa edizione dell’International Pop Culture Festival, «gemella» della maggiore e quasi trentennale edizione napoletana: «Impossibile sintetizzare un programma di oltre 200 eventi e oltre 200 ospiti – ha detto Stefanelli -, ma ci sono quattro punti che vorrei sottolineare».
A Comicon Ortolani, Nightow e Baldari
Primo: «La presenza di Leo Ortolani quale Magister, il più influente fumettista italiano degli ultimi 25 anni. A lui sono dedicati eventi e una retrospettiva. È il nostro ispiratore numero uno, e rappresenta tutto il movimento italiano». Secondo: «La vocazione internazionale del festival, che comporta un omaggio speciale, fra l’altro, al Giappone, di cui ospiteremo, per il mondo dei fumetti, uno come Yasuhiro Nightow, il creatore di Trigun, mentre per i videogames ci sarà spazio per Yasumi Matsuno, autore e game designer di Final Fantasy XII e Final Fantasy Tactics, e per Yuji Horii, l’autore di Dragon Questo assieme ad Akira Toryiama di Dragon Ball, uno che 40 anni fa ha rivoluzionato la storia del game design».
Terzo: «Il capitolo dei supereroi, con la presenza di una disegnatrice italiana, Nicoletta Baldari, autrice del poster 2026 (illustratrice e character designer, ha realizzato titoli come Frozen, Gli Incredibili, Star Wars, Spider Man e Geronimo Stilton, ndr)». Quarto: «Giovanni Muciaccia, che con Art Attack ci farà rivivere il passato».
Gli altri ospiti del Festival
Sono solo spunti, naturalmente. A proposito di apertura internazionale, non si può non tener conto della realtà polacca, che alla presentazione di ieri era incarnata da Adam Radon, direttore del Festival del fumetto di Lodz nonché direttore del locale Museo, quel Centro del fumetto e della narrativa introduttiva che, chiosa ancora Stefanelli, «è una struttura all’avanguardia, un caso unico nel panorama europeo», segno della vitalità di un Paese che alla Fiera vedrà come suoi ambasciatori di massimo livello uno come Przemyslav «Trust» Truscinski, il creatore del videogioco The Witcher, un cult, o come Bartosz Stzybor, che ha fatto un anime celeberrimo come Cyberpunk Edgerunners. Radon, dal canto suo, annuisce e conferma: «La Polonia è un posto stupendo, oggi, per queste arti. Siamo un riferimento per il Nord Europa e abbiamo anche il sostegno del governo».
Insomma, il movimento è imponente, internazionale, intergenerazionale, e annuncia le basi di un altro successo fieristico. Ce n’è già abbastanza, tra quantità e qualità, perché il vicesindaco Sergio Gandi, con delega anche alla Cultura, affermi: «Non parlerei nemmeno di “cultura pop”, non sono d’accordo con la definizione. È cultura a tutti gli effetti, fra narrativa, arte figurativa, grafica, comunicazione. Il Comicon trasmette idee, emozioni, prospettive, visioni, e ha un pubblico trasversale anche generazionalmente. È un posto dove le persone entrano in fecondo contatto con gli autori di graphic novel e con tutto il mondo professionale che ruota loro attorno. Una grande occasione per stare insieme, una manifestazione che ti travolge con una quantità di eventi che pare al limite quasi “eccessiva”. Mio figlio – ha aggiunto con una nota personale – mi ha già annunciato che non se lo perderà».
Carlo Conte, di Promoberg, pregusta la gioia e la felice aspettativa per «una manifestazione che richiama pubblico da tutta Italia e dall’estero. Senz’altro è una grande opportunità di crescita per la nostra Fiera che, come si sa, si appresta a raddoppiare le sue strutture: contiamo di avere i nuovi padiglioni a inizio 2029. Il percorso è quello giusto. E questa non è solo una mostra, ma un prodotto culturale. Noi vi accompagneremo sempre».
Si delinea, insomma, una sorta di asse tra Napoli, casa-madre della manifestazione, e Bergamo, come ha rilevato il presidente di Comicon, Claudio Curcio, «ma si tratta di un “passaggio” del tutto naturale, oramai viviamo in un mondo interconnesso e in un contesto veramente europeo». E all’allargarsi prossimo della Fiera di Bergamo, potrebbe allargarsi ulteriormente il già strabordante Comicon.
© RIPRODUZIONE RISERVATA