«I Misteri della Fede» al cinema

L’INIZIATIVA. In autunno nelle sale la rassegna di Nexo Studios: due dei tre film portano la firma produttiva della bergamasca Officina della Comunicazione. Un documentario racconta Carlo Acutis, «il giovane santo».

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Due dei tre film della nuova rassegna cinematografica «I Misteri della Fede» portano la firma produttiva di una realtà bergamasca: Officina della Comunicazione. La casa di produzione guidata da Nicola Salvi ed Elisabetta Sola è infatti tra i protagonisti del progetto promosso da Nexo Studios che, in autunno, porterà nelle sale tre opere dedicate al rapporto tra spiritualità, ricerca interiore e senso del trascendente. La presenza della società orobica in questa importante rassegna rappresenta un’ulteriore conferma del cammino intrapreso negli ultimi anni, che l’ha vista intensificare collaborazioni con rilevanti realtà della produzione e della distribuzione audiovisiva internazionale. Il cartellone propone un percorso attraverso linguaggi e prospettive differenti, dal racconto di figure religiose contemporanee fino all’animazione.

Si tratta di «un progetto aperto, riflessivo ed esplorativo», ideato «per meditare, ascoltare, sperimentare e pensare, per confrontarsi con diverse sensibilità culturali e tradizioni religiose, per dialogare, imparare e interrogare il senso della vita», informa una nota. Ad aprire il ciclo sarà «Carlo Acutis. Il giovane santo», nelle sale italiane dal 15 al 21 ottobre. Il documentario, diretto dal regista bergamasco Luca Salmaso e prodotto da Nexo Studios, Our Films (Gruppo Mediawan) e Officina della Comunicazione, con il patrocinio dell’Associazione Amici di Carlo Acutis e la collaborazione di Fondazione Cariplo, mette al centro la figura del giovane milanese definito «l’influencer di Dio», beatificato da Papa Francesco e canonizzato da Papa Leone XIV. L’intento è quello di restituire in modo originale una figura contemporanea che la Chiesa ha collocato sugli altari, indicandolo come punto di riferimento per le nuove generazioni. Una figura con cui Officina della Comunicazione è in familiarità già da tempo, avendo curato diverse produzioni sul primo santo della generazione millennial, tra cui «Segni», «In viaggio con Carlo» e «La mia autostrada per il cielo», per la regia di Matteo Ceccarelli.

Il nuovo documentario sceglie ora uno sguardo intimo e delicato, capace di cogliere la dimensione umana prima ancora che religiosa

Il nuovo documentario sceglie ora uno sguardo intimo e delicato, capace di cogliere la dimensione umana prima ancora che religiosa. Lo fa avvalendosi della partecipazione della famiglia Acutis, di materiali inediti, fotografie e video privati, testimonianze esclusive, costruendo così un ritratto autentico del ragazzo dalla breve esistenza spesa nel mostrare a tutti che la felicità si trova mettendo Dio al primo posto, servendolo nei fratelli e usando le nuove tecnologie per trasmettere il Vangelo, richiamando le parole dette su di lui da Papa Francesco. Dopo essersi soffermata su un santo contemporaneo, la rassegna si sposterà su uno dei profili più emblematici della tradizione cristiana partenopea, presentato dalla devozione popolare come vescovo e martire, nonché simbolo di identità territoriale: la figura del patrono di Napoli è al centro del film «O Sang. Il miracolo di San Gennaro», al cinema dall’11 al 15 novembre. Anche questo titolo vede la partecipazione produttiva di Officina della Comunicazione insieme a Nexo Studios. Diretta dal regista pugliese Giovanni Troilo, la pellicola accosta fede e tradizione, sacro e profano, realtà e immaginazione. Mescolando registri diversi, esplora soprattutto il legame fra il santo e una comunità che continua a riconoscersi nel «mistero dell’ampolla». Ne nasce un affresco corale, nel quale microstorie e personaggi si intrecciano, provando a risolvere, con il «miracolo» della liquefazione del sangue, gli interrogativi legati a un culto che richiama credenti e non credenti. A completare «I Misteri della Fede» è «Il re dei re. La più grande storia mai raccontata», in sala dal 3 dicembre. Un kolossal d’animazione diretto dal cineasta coreano Seong-ho Jang, autore anche della sceneggiatura insieme a Rob Edwards, ispirato a «The Life of Our Lord», il capolavoro che Charles Dickens scrisse per i suoi figli nel 1849 (fu tradotto in Italia nel 1997 da Gribaudi con il titolo «La storia di Gesù»).

La trama segue lo stesso Dickens, il figlio Walter e l’inseparabile gatta Willa nei giorni della messa in scena del «Canto di Natale». Grazie alla sua vivida immaginazione, Walter si ritrova a camminare accanto a Gesù, assistendo ai suoi miracoli e condividendone le prove: un’esperienza che gli permetterà di guardare quella «incredibile storia» con occhi nuovi ed entusiasti. È questo, del resto, uno degli scopi dichiarati della rassegna, che invita a porre al centro dell’esperienza cinematografica il bisogno di riflessione interiore e di ricerca di senso, cui rispondere non guardando un film da soli a casa propria, ma con altre persone, conosciute o sconosciute. «In questo contesto – è il parere condiviso dei produttori – il cinema diventa una pratica collettiva di riflessione e di emozione, capace di esplorare uno dei temi più cruciali della vita umana: la fede».

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