Il coronavirus a Bergamo «La cronaca diventa storia»

Il coronavirus a Bergamo
«La cronaca diventa storia»

Nel libro del giornalista Massimo Tedeschi il racconto della pandemia a Bergamo e Brescia. Tentativo di fare ordine nel mare di informazioni: «La carta stampata è stata la mia sorgente principale».

Fare storiografia quando è ancora il tempo della cronaca. Quando le notizie ancora incalzano/si susseguono con il ritmo dell’urgenza, dubbi che scuotono gli affetti e domande che smuovono le coscienze sono ancora in sospeso, se non nelle more delle indagini giudiziarie. Raccontare una pandemia ancora in corso, con le questioni sulle responsabilità per la mancata Zona rossa in bassa Valle Seriana, le morti nelle Rsa, il rapporto fra (pessima) qualità dell’aria e diffusione del contagio tutt’altro che appianate. Operazione difficile e ingrata.

Ci ha provato, non senza coraggio, il giornalista di lungo corso Massimo Tedeschi, già, per moltissimi anni, inviato di BresciaOggi, già caporedattore responsabile del dorso bresciano del «Corriere della Sera», ora «felicemente in pensione», nel libro «Il grande flagello. Covid-19 a Bergamo e Brescia» (Scholé, pp. 327, euro 19,90), in distribuzione, in libreria e on line, da oggi.

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