Il lato avventuroso della vecchiaia tra ansie e malanni

TRA I LIBRI. La vecchiaia è spesso associata alla fragilità, a un tempo immobile che richiede soprattutto cautela, cura e silenzio, come se già non facesse più parte della vita.

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Da «Le nostre anime di notte» (Nn editore) di Kent Haruf ai vecchietti detective del BarLume di Marco Malvaldi, sono molti gli scrittori che raccolgono la sfida di raccontarne un volto diverso, più avventuroso. Si inserisce in questo filone «In viaggio contromano» di Michael Zadoorian (Marcos y Marcos). Ella e John, ottantenni, salgono su un vecchio camper - il Leisure Seeker - e attraversano l’America da Detroit a Disneyland lungo la Route 66, sfidando acciacchi, medici e ansie familiari. Zadoorian scrive alternando comicità e malinconia: le voci dei due coniugi, l’uno afflitto da malanni fisici, l’altro «smemorato», si fondono in un unico respiro narrativo. I due protagonisti rivendicano la pienezza della vita: «Anche quando ti rendi conto che qualcosa sta per finire puoi sempre voltarti indietro e prendertene ancora un po’».

È un romanzo che celebra un amore durato tutta una vita. Ne è stato tratto il film «Ella & John» di Paolo Virzì con Helen Mirren e Donald Sutherland. Diversa la strada di Tove Jansson ne «La città del sole» (Iperborea): con ironia tagliente osserva una pensione di anziani in Florida, dove le fragilità diventano teatro di piccole, dignitose follie, e la scrittura si fa lucida indagine sull’identità. Più intimista «Cuori in prestito» di Lucy Gilmore (Nord), dove un vecchio libro pieno di note a margine svela una storia d’amore lunga 60 anni, intrecciando presente e passato, creando un ponte tra generazioni diverse.

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