Cultura e Spettacoli / Bergamo Città
Lunedì 26 Gennaio 2026
La Carrara illuminata da Ciceri con le parole di Etty Hillesum
L’OPERA. Fino al 27 gennaio l’Accademia rende testimonianza del Giorno della Memoria con una speciale installazione.
A Natale si è accesa sulla facciata di Accademia Carrara come una stella cometa ma, nell’avvicinarsi del Giorno della Memoria, instilla in chiunque la osservi un «pensiero laterale» di rinuncia all’odio e di libertà, che fa intravedere la possibilità della luce nell’oscurità apparentemente inarrestabile dei nostro tempo. È prorogata fino a martedì 27 gennaio, sulla facciata neoclassica della nostra Pinacoteca, l’esposizione dell’opera «Essere luminosi nel buio!», in origine commissionata all’artista Emma Ciceri (Bergamo, 1983) da Winter Garden Hotel, in collaborazione con Accademia Carrara, in occasione della manifestazione Christmas Design.
La frase «Essere luminosi nel buio» è una dedica dell’artista alla scrittrice olandese Etty Hillesum, che finì la sua vita ad Auschwitz nel 1943, a soli 29 anni
Scritta in corsivo, in neon bianco forgiato a mano, tra le «righe» orizzontali dell’impaginato neoclassico della facciata del museo, la frase «Essere luminosi nel buio» è una dedica dell’artista alla scrittrice olandese Etty Hillesum, che finì la sua vita ad Auschwitz nel 1943, a soli 29 anni.
«Mi sono chiesta cosa sia indispensabile immaginare oggi – spiega Ciceri -. Interrogandomi sul piano esistenziale è stato necessario ipotizzare una risposta intima e rivoluzionaria al tempo stesso... Cosa c’è di più urgente oggi se non ristudiare la storia e la biografia di chi è stato luminoso nelle pagine più buie? Gli scritti di Hillesum riportano al cuore la memoria della Shoah, ma insieme al ricordo di questo orrore dell’umanità si genera anche l’intenzione di provare a essere rivoluzionari partendo dal proprio agire quotidiano. La frase che compare sulla facciata della Carrara è scritta a mano da mio figlio Matteo; perciò, ricalca la calligrafia di un bambino che da poco pratica la scrittura in corsivo. Le parole e il senso di cui sono portatrici arrivano così al mondo adulto dalle mani di un bambino».
«Gli scritti di Hillesum riportano al cuore la memoria della Shoah, ma insieme al ricordo di questo orrore dell’umanità si genera anche l’intenzione di provare a essere rivoluzionari partendo dal proprio agire quotidiano»
E sono parole capaci di aprire a un’infinita varietà di senso, emozioni, evocazioni. Il teologo e filosofo tedesco Karl Rahner le avrebbe chiamate parole viventi, “simili a conchiglie dentro le quali risuona il vasto mare dell’infinità. Sono esse che ci illuminano e non noi a illuminarle».
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