(Foto di Frau)
ONLINE. Presentato «Musicalmente-Bergamo», un portale web per diffondere il patrimonio storico-musicale orobico. Aderiscono al progetto Comune, Fondazioni e associazioni. Gandi: un investimento nella conoscenza.
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Al via «MusicalmenteBergamo», il portale che, nelle intenzioni, fungerà da aggregatore digitale per il patrimonio musicale cittadino, con l’obiettivo di promuoverlo e valorizzarlo, permettendone la consultazione online e rendendone più agevole quella fisica, sia per gli addetti ai lavori che per appassionati ed estimatori.
Alla base del progetto la consapevolezza del valore e della vastità del patrimonio storico-musicale bergamasco, frammentato però dalla conservazione diffusa tra le differenti istituzioni del territorio. Le stesse istituzioni che, a partire da un’idea nata nel 2024 all’interno della Biblioteca civica Angelo Mai, hanno lavorato fianco a fianco in una cordata che ha reso possibile la catalogazione digitale delle eccellenze conservate nei rispettivi archivi e fondi per poi renderli accessibili attraverso il portale «MusicalmenteBergamo», che sarà attivato e pubblicato nei prossimi giorni.
«Un passo importante verso una valorizzazione sempre più ampia e accessibile del nostro straordinario patrimonio musicale» per l’assessore alla Cultura Sergio Gandi, che sottolinea: «Questo progetto coinvolge le più importanti istituzioni che in città si occupano di musica, con lo scopo di creare un punto di accesso unico per cittadini, studiosi e visitatori. Grazie a questa preziosa collaborazione, Bergamo si dota di uno strumento che rende visibile e fruibile una ricchezza che appartiene alla sua stessa identità». Una cordata che vede lavorare insieme, oltre alla Biblioteca Mai nella sua declinazione musicale, ovvero la Biblioteca musicale Gaetano Donizetti, anche la Biblioteca musicale De Sabata-Ceccato della Fondazione Polli-Stoppani, la Fondazione Teatro Donizetti, il Conservatorio Gaetano Donizetti, la Società del Quartetto, l’Accademia Musicale Santa Cecilia, e le Fondazioni Mia e Maffeis. «Il sito – conclude Gandi – rappresenta un investimento nella conoscenza e nella diffusione della cultura per le generazioni presenti e future».
Al centro del nuovo portale le idee di accessibilità e flessibilità. Accessibilità che si traduce in una piattaforma che mette al primo posto la semplicità dell’interfaccia e la consultazione dei cataloghi delle istituzioni, cui si affianca una sezione dedicata agli approfondimenti tematici. Un occhio anche alla consultazione fisica, con la mappa delle istituzioni, e a quella internazionale, scientifica e turistica, grazie alla traduzione in inglese. Flessibilità, invece, per la gestione e la manutenzione del sito, indipendenti dall’azienda che l’ha realizzato, per poter espandere il catalogo a nuove aggiunte e istituzioni, fino a ricomprendere, questo l’obiettivo, l’intero patrimonio storico-musicale della Bergamasca.
Un percorso già tracciato, che richiede solo la catalogazione del fondo da aggiungere secondo una scheda creata ad hoc dalla Mai. «A darci lo spunto – racconta Cristiana Iommi, direttrice della Biblioteca – il lavoro con i nostri “vicini di casa” della Fondazione Polli-Stoppani. Abbiamo diversi fondi conservati in parte nella nostra Biblioteca musicale e in parte nella loro. Diffusione e frammentazione sono un simbolo della generosità del territorio, ma rendono difficoltosa la ricerca e la consultazione, da qui l’idea di ricostruire almeno virtualmente una raccolta unitaria della tradizione musicale cittadina». Un «gruppo di pionieri», come l’ha definito Iommi, all’interno del quale ogni istituzione ha mantenuto la propria autonomia. Un’autonomia che nella piattaforma si traduce nell’assenza dei loghi dei partner, presenti comunque nei rimandi alle rispettive collezioni, e nella scelta di nome e logo dedicati e creati per l’occasione. «La speranza – per la direttrice della Mai – è di attrarre nel tempo tutte le realtà della musica bergamasca, per mettere in evidenza anche la vitalità di piccoli compositori meno noti, importanti non solo per il territorio di Bergamo, oltre ai pochi grandi nomi abituali».
«Non potevamo mancare a un simile appuntamento» commenta il presidente della Fondazione Donizetti, Giorgio Berta, cui fa eco il direttore scientifico della Fondazione Polli-Stoppani, Luca Loglio: «Un’occasione che merita di essere ampliata, per restituire a una città sempre più consapevole e orgogliosa il suo patrimonio umano, artistico e musicale».
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