Letture nel chiostro con i dialoghi di Leopardi tra uomo e natura
LETTERATURA. Il Centro culturale delle Grazie e il Teatro R.A.S.E. Europa propongono brani delle Operette morali composte dal poeta nel 1824. Un confronto ideale con situazioni sorprendenti e surreali, che però oggi risuonano come un monito inascoltato.
Lettura 1 min.Bergamo
Il terzo appuntamento della tredicesima edizione delle «Letture nel chiostro» organizzate dal Centro culturale delle Grazie e dal Teatro R.A.S.E. Europa, con il contributo della Fondazione Credito Bergamasco, sarà dedicato alle Operette morali di Giacomo Leopardi. L’appuntamento si terrà il 20 agosto alle 20.45 nel chiostro della Parrocchia di Santa Maria Immacolata delle Grazie (ingresso da viale Papa Giovanni XXIII 15).
Le aspirazioni umane
Composte nella quiete di Recanati nel 1824, ma pubblicate a Milano nel 1827, l’anno stesso dei «Promessi Sposi», le Operette morali sono una raccolta di brevi prose, prevalentemente dialogiche, in cui l’autore sviluppa le sue riflessioni sull’indifferenza della natura al destino delle creature, sulla connessione fra il dolore e il piacere e sulla vanità delle aspirazioni umane, destinate a rimanere sempre insoddisfatte.
Una dirompente preveggenza
Ispirandosi ai dialoghi dello scrittore greco Luciano, Leopardi ha trasfuso le sue personali esperienze e impressioni, che avevano ispirato diverse delle sue poesie giovanili, in considerazioni di carattere più generale, esposte con un ritmo pacato e in una prosa nitida, ma soffusa di una lieve ironia che rende la lettura avvincente e piacevole. La fantasia dell’autore si compiace di creare situazioni sorprendenti e talora surreali, come nel dialogo fra la Natura stessa e un esploratore islandese, che la accusa di essere ostile ai viventi, o in quello tra un folletto e uno gnomo, i quali, dopo che il genere umano è scomparso dalla terra, deridono lo stolto orgoglio di coloro che si credevano i padroni dell’universo. A due secoli di distanza dalla pubblicazione, oggi che gli sconvolgimenti climatici, la minaccia di un nuovo devastante conflitto mondiale e le incognite legate allo sviluppo dell’intelligenza artificiale paiono compromettere l’esistenza stessa dell’umanità, il monito che risuona in questi e in altri dialoghi del libro rivela tutta la sua dirompente preveggenza.
Letture e musica
Durante la serata i testi leopardiani saranno introdotti da Fabrizio Brena, coordinatore del Centro culturale delle Grazie, e verranno letti da Virginio Zambelli, direttore artistico e regista delle Letture nel chiostro, affiancato dagli attori Katia Cassella e Rocco D’Onofrio. I commenti musicali al flauto saranno eseguiti da Ombretta Maffeis e Vanessa Innocenti, entrambe docenti al Liceo Musicale Secco Suardo di Bergamo, che già nella scorsa edizione hanno accompagnato la lettura dei Canti leopardiani: le Operette, come già rilevava nel 1828 un acuto recensore, Giuseppe Montani, sono infatti «musica altamente malinconica, le cui voci tutte si rispondono». L’ingresso al chiostro è libero e gratuito senza obbligo di prenotazione: in caso di pioggia l’evento si terrà nella Sala delle Carte del Centro Culturale delle Grazie.
© RIPRODUZIONE RISERVATA