(Foto di 2019 © Isaac Julien. Courtesy the artist and Victoria Miro)
LA NUOVA INSTALLAZIONE. La mostra «Museum Dreams» a Bergamo, dedicata a Sir Isaac Julien, offre un percorso immersivo tra video, fotografia e installazioni che affascina per bellezza e profondità, ma allo stesso tempo mette lo spettatore di fronte a temi complessi e talvolta scomodi. Un’antologica di alto livello, visitabile fino al 4 ottobre negli spazi di gres art 671.
Bergamo
Ti attira con la bellezza e poi ti mette in una posizione scomoda, perchè ti accorgi che stai godendo visivamente qualcosa che spesso è ingiusto, ambiguo, talvolta tragico: «Museum Dreams», che ha aperto nei suggestivi spazi ex industriali di gres art 671, in via San Bernardino 141 a Bergamo, è una mostra di qualità altissima, la prima grande antologica in Italia dedicata a Sir Isaac Julien (Londra, 1960), figura chiave del dialogo tra video arte, installazione e cultura visiva contemporanea.
«Museum Dreams è una delle mostre più ambiziose e complete che io abbia mai realizzato. Riunisce oltre tre decenni di lavoro in un unico percorso immersivo in cui immagine, suono, architettura e coreografia si incontrano» ha sottolineato l’artista inglese alla presentazione alla stampa di ieri, cui sono intervenuti anche il curatore Nathan Ladd, il presidente di gres art 671 Roberto Pesenti e la direttrice generale di gres art 671 Francesca Acquati.
In un raffinatissimo allestimento, cinque grandi installazioni video multischermo, di cui quattro inedite in Italia, sono in dialogo con fotografie storiche, negativi, sculture e materiali d’archivio, a restituire l’X factor dell’opera di Julien, chirurgicamente definita dal curatore Ladd un’«architettura dell’attenzione».
Nel buio delle sale, infatti, le immagini di Julien non si limitano ad apparire, ti catturano dentro un sistema visivo che respira, si espande, e lentamente incrina ogni certezza. Il suo campo di indagine, il museo, sotto il suo sguardo smette di essere un luogo stabile e rassicurante, per diventare un campo di tensione (storica, sociale, politica o identitaria che sia).
La mostra sarà visitabile fino al 4 ottobre, info biglietti qui.
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