Un Faliero carismatico sulla web tv
E sabato sera è ancora Donizetti Opera

Dopo Marino Faliero, tocca a un altro grande condottiero donizettiano. «Belisario» (sabato 21 novembre alle 20, in streaming sulla web tv Donizetti dalle 19.30, www.donizetti.org) è il secondo titolo del Festival Donizetti Opera 2020.

Una «prima» senza precedenti. Nella serata di venerdì 20 novembre il festival Donizetti Opera ha inaugurato ufficialmente il restaurato teatro cittadino in una atmosfera surreale. La scena era in platea, il coro sul palcoscenico, l’orchestra in mezzo, col direttore Riccardo Frizza diviso acrobaticamente tra gli archi da un lato - pure in platea - i fiati dalla parte opposta, separati dal coro con ampie vetrate di plexiglas.

Il teatro deserto, niente pubblico, purtroppo, sostituito da una fitta rete di telecamere, luci e dispostivi per la diretta Rai 5. Il teatro, splendido in tutta la sua rinnovata bellezza, era un set televisivo: il pubblico fuori, a guardare dal piccolo schermo di casa. Il silenzio regnava palpabile nel fluire della musica ancora una volta bellissima di Gaetano Donizetti.

Crediamo non sia proprio un caso che il Festival abbia scelto per la circostanza Marino Faliero: un’opera di avanguardia, lanciata verso il futuro. Era il biglietto da visita europeo del compositore bergamasco. Donizetti si presentava a Parigi, tempio della lirica continentale. Svincolato dai vincoli dell’asfissiante censura italiana, Gaetano propone una storia in cui ribellione politica e sentimenti si intrecciamo: il Doge Faliero capeggia la plebe contro i patrizi, a cui teoricamente appartiene anche lui, in realtà consumerà una vendetta personale, per l’oltraggio subito dalla moglie Elena dal nobile Steno. Solo poco prima del patibolo, il protagonista scopre che la moglie davvero lo ha tradito, e dopo un momento di furia, la perdona.

La mano del progetto Ricci/Forte e del regista Stefano Ricci, è netta, decisa. Si presenta con una imponente gabbia di metallo che occupa tutta l’opera; un articolato meccanismo di scale, passerelle e impalcature entro cui si muovono i personaggi della vicenda: non si incontrano e non si toccano mai, proprio come oggi dobbiamo fare. Si agitano personaggi con costumi sgargianti ed eccentrici (di Gianluca Sbicca), guanti, occhiali vistosi, tacchi vertiginosi, accostamenti cromatici vistosi. Appaiono ancora più inquietanti le maschere bianche, una sorta di caschi alieni, a forma di seppie: dovrebbero essere arredo di festa, ma c’è poco da scherzare, e non solo perché nella festa si ordisce la congiura.

Quello che la regia ci racconta proiettando oggi il dramma donizettiano è la vana, sterile ricerca di relazioni tra persone incapaci di aprirsi all’altro, di dialogare davvero, oltre le apparenze.

Donizetti con questo dramma nuovissimo per il suo tempo pagò il minore successo rispetto a Bellini, invitato come lui da Rossini, con lo stesso stellare, nello stesso Theatre-Italien parigino. Ieri sera a Bergamo - accreditate New York Times e circa cinquanta testate da mezzo mondo - teneva banco un complesso di voci e di organici orchestrali all’altezza della sfida. Coro e Orchestra sono stati guidati da Riccardo Frizza con grande autorevolezza, fluenza di gestione decisa e ammirevole, cavalcando l’inedita (e impervia) logistica musicale «lockdown».

Il basso Michele Perstusi ha dimostrato carisma e autorevolezza da par suo, dipingendo un Faliero dai tratti maestosi e vibranti, il promettente giovane baritono Bogdan Baciu, ha confermato quanto di buono si dice sul suo conto, con pienezza di timbro e fraseggio omogeneo. Bravissima anche il soprano Francesca Dotto, un colore e un tratteggio espressivo di carattere, e infine il tenore Michele Angelini, capace di vincere la sfida più ardita, sostenere adeguatamente la parte micidiale scritta per Gianbattista Rubini, dall’agibilità spesso oltre i limiti.

E dopo Marino Faliero, tocca a un altro grande condottiero donizettiano. «Belisario» (sabato 21 novembre alle 20, in streaming sulla web tv Donizetti dalle 19.30, www.donizetti.org) è il secondo titolo del Festival Donizetti Opera 2020. Sul podio dell’Orchestra e del Coro del Donizetti Opera (direttore Fabio Tartari) ci sarà Riccardo Frizza. Tra i protagonisti Carmela Remigio (Antonina), il basso Simon Lim (Giustiniano), Annalisa Stroppa (Irene), il tenore Celso Abelo (Alamiro), il soprano Anaïs Mejías (Eudora).

L’esecuzione in forma scenica avrà come protagonista il baritono Roberto Frontali, nei panni di Belisario. Classe 1958, romano, esperto di belcanto - Rossini, Bellini e Donizetti - si esibisce nei maggiori teatri al mondo, dal Metropolitan di New York alla Scala, sotto la guida delle maggiori bacchette, da Muti a Mehta. Leggi l’intervista su L’Eco di Bergamo di sabato 21 novembre.

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