Aerospace sempre più business: le aziende orobiche ci credono
NUOVE FRONTIERE. Dal 2019 quadruplicato l’export di settore della provincia di Bergamo. Una dozzina di aziende dedica già una parte delle attività all’aerospaziale.
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Le aziende bergamasche credono nell’aerospaziale molto più di quello che danno a vedere. Il Centro studi Confindustria Varese, che appoggia il Lombardia aerospace cluster nelle analisi dell’andamento del comparto, riconosce che Bergamo sta mostrando «un balzo avanti oggettivamente notevole». La provincia, spiegano in una nota, è stabilmente al terzo posto: prima è Varese, con circa 2,2 miliardi di esportazioni nel 2025, seguita da Milano con 374,5 milioni e, appunto, da Bergamo con quasi 200 milioni. E se si allarga lo sguardo su più anni, il trend delle imprese orobiche del settore mostra una crescita di tutto rispetto. L’export aerospaziale bergamasco, infatti, è passato dai circa 50,6 milioni del 2019 ai 199,9 milioni del 2025.
Chi si è ritagliato una nicchia
La tendenza dei numeri è evidente anche nelle commesse e nelle prospettive di business di almeno una dozzina di realtà industriali della provincia, mentre altrettante hanno più volte dichiarato di volersi indirizzare in quella direzione. A Stezzano, ad esempio, ha sede la Petroceramics, che già nel 2023 aveva sviluppato 36 parti della navicella Space Rider di Esa, mentre Persico, nel festeggiare recentemente i suoi 50 anni di attività, ha messo in mostra la sezione di un razzo che trasporterà in orbita i satelliti e le componenti di una capsula di rifornimento per la Stazione spaziale internazionale. Non solo, l’azienda di Nembro produce anche la parte frontale della capsula, che si trasforma in plasma durante il rientro sulla Terra.
Cinque decenni li ha festeggiati da poco anche Lamiflex, che, da Ponte Nossa, nell’aerospaziale ci crede tanto da lavorare per diventare una delle due realtà italiane accreditate Nadcap (National aerospace and defense contractors accreditation program) per i materiali compositi. Restando in Val Seriana, a Gazzaniga, Fae Technology ha inaugurato una divisione «space» lo scorso dicembre, in seguito all’acquisizione del 100% di Kayser Italia (e della controllata inglese Kayser Space Ltd.), specializzata nella progettazione e produzione di soluzioni tecnologiche per il settore.
Le bergamasche nel cluster
Nel cluster lombardo dell’aerospace, le bergamasche sono cinque: oltre a Lamiflex, figurano la Algra di Almenno San Salvatore, che realizza lavorazioni meccaniche di precisione, la Pmp di Treviolo, specializzata in componentistica varia anche per elicotteri civili e militari, la Cp Grinding che a Trescore Balneario è attiva nella meccanica di precisione e la Gfm, anch’essa specializzata nella meccanica di precisione con sede a Mapello e uno stabilimento produttivo a Nembro.
Parlando di aerospaziale bergamasco è impossibile non citare la Tav Vacuum Furnaces di Caravaggio, che, per il settore, produce forni industriali, mentre di componentistica si occupano la Cmv (Componenti moto Vertova) che dalle moto è passata a tornire, fresare e piegare tubi anche per l’aerospaziale, trasferendosi da Vertova ad Alzano Lombardo e la Belotti di Suisio, che per il comparto sviluppa centri di lavoro a controllo numerico.
C’è poi chi si è concentrato totalmente sullo spazio, come la Cospal (acronimo di Costruzioni speciali in alluminio) di Ambivere, che da 45 anni realizza componenti essenziali delle antenne che seguono il viaggio delle navicella spaziali, non ultimo quello di Artemis II verso la Luna.
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