Arriva Italia, sciopero dei bus riuscito: per i sindacati adesione vicina al 90%

TRASPORTI. Alta partecipazione alla mobilitazione di venerdì 16 ottobre. I sindacati chiedono all’azienda di riaprire il confronto su stipendi, orari di lavoro e sicurezza: «Senza risposte, la mobilitazione continuerà».

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Bergamo

Adesione vicina al 90% per lo sciopero di 24 ore dei lavoratori di Arriva Italia, proclamato per venerdì 16 ottobre. A comunicarlo sono le organizzazioni sindacali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Faisa Cisal di Bergamo, che parlano di una mobilitazione ampiamente condivisa dai dipendenti dell’azienda di trasporto pubblico. «Evidentemente i problemi denunciati sono stati particolarmente sentiti», commentano Paolo Turani, Pasquale Salvatore, Adriano Villa e Antonio Chimirri, rappresentanti delle quattro sigle sindacali.

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Al centro della protesta ci sono diverse questioni rimaste irrisolte nel confronto con l’azienda: orari di lavoro, stipendi ritenuti inadeguati, contrattazione di secondo livello, premi di risultato e sicurezza. Temi sui quali i sindacati chiedono risposte concrete e la ripresa della trattativa.

«Adesso speriamo che a breve l’azienda ci dia un riscontro utile a interrompere la mobilitazione, che faremo invece continuare se costretti a farlo – spiegano i rappresentanti sindacali –. Le problematiche continuano a essere tante: orario di lavoro e stipendi inadeguati, secondo livello e premi di risultato dimenticati, sicurezza».

L’alta partecipazione allo sciopero viene letta dalle organizzazioni sindacali come un segnale chiaro del malcontento dei lavoratori e della necessità di trovare soluzioni condivise.

«Nella trattativa con Arriva ci sono tanti spazi nei quali cercare intese. Attendiamo che la direzione aziendale si faccia sentire, la risposta dei lavoratori è stata senza dubbio chiara».

L’obiettivo resta dunque quello di riaprire il dialogo con Arriva Italia, ma i sindacati avvertono che, in assenza di riscontri da parte dell’azienda, la mobilitazione potrebbe proseguire.

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