Bergamo, fare la spesa costa quasi 10 euro in più di un anno fa

I DATI. Il campione di una ventina di prodotti-tipo: lo scontrino è passato da 153,31 a 162,84 euro nel giro di un anno. I rincari più forti per pesce, carne, frutta e verdura. Le associazioni: «Sarà un autunno caldo per i consumatori».

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Un rincaro qua, un rincaro là. Dal 2022, la bolla dell’inflazione ha cominciato a gonfiarsi e ancora non ha smesso. Pesano i conflitti, prima quello in Ucraina e poi quello dell’Iran, e l’«effetto contagio» che intacca i diversi rami dell’economia: perché se aumentano i costi dell’energia e del carburante, ad esempio, a catena s’innescano rialzi dei prezzi negli altri prodotti, in primis quelli alimentari.

Carrello della spesa salato

Oltre le cifre ufficiali rilevate dall’Istat, che in Bergamasca a luglio rilevava un tasso d’inflazione annuo pari al 2,8%, con un risicatissimo 0,3% per i prodotti alimentari, il caro-vita si fa sentire concretamente nella vita quotidiana.

Pesce e carne hanno l’oscillazione più forte, diventa sempre più salata la frutta, non si salvano nemmeno i formaggi e l’acqua minerale

In Bergamasca il carrello della spesa appare «lievitato» nell’ultimo anno del 6% circa. Basta recuperare il volantino di una delle principali catene di supermercati – presente con diversi punti vendita anche in provincia di Bergamo – e comparare quei prezzi con quelli attuali, escludendo ogni scontistica. Scegliendo un campione di una ventina di prodotti, tipici degli acquisti di gran parte delle famiglie, quello scontrino è passato da 153,31 a 162,84 euro: 9,53 euro in più, un rialzo del 6,2%.

Qualcosa cala: il prezzo della mozzarella di bufala doc è sceso lievemente (-2,7%), e quasi impercettibile è la riduzione del dentifricio (-0,13%)

Pesce e carne hanno l’oscillazione più forte (attorno al +15% sia per l’orata sia per la tagliata di vitello), diventa sempre più salata la frutta (l’uva, ad esempio, ha un rincaro che sfiora il 7% annuo), non si salvano nemmeno i formaggi (+4% il gorgonzola dolce) e l’acqua minerale (+2%). Qualcosa cala, almeno stando al campione: il prezzo della mozzarella di bufala doc è sceso lievemente (-2,7%), e quasi impercettibile è la riduzione del costo del dentifricio (-0,13%).

L’autunno «caldo»

Settembre, tempo di ripartenze. Ma anche di conti: c’è l’appuntamento fisso con il rinnovo del corredo scolastico e dei libri di testo (l’Osservatorio nazionale di Federconsumatori stima un esborso medio complessivo di 673,60 euro per figlio, +2,3% rispetto al 2025).

Sullo sfondo c’è l’immancabile incremento dell’energia (da ultimo, l’Arera ha aggiornato di un altro + 6,9% il prezzo del gas per gli «utenti vulnerabili») e intanto i carburanti restano ancora alle stelle (la benzina è mediamente a 2,036 euro/litro e il gasolio a 2,146 euro/litro, in questo caso col taglio delle accise verso la proroga sino al 10 settembre).

Per le famiglie il rientro dalle vacanze si prospetta nella solita stangata autunnale

«I campanelli d’allarme sono parecchi – rileva Christian Perria, presidente di Federconsumatori Bergamo –: il rientro dalle vacanze e il cammino verso l’autunno-inverno non sarà certo tranquillo per i consumatori».

L’aumento dei prezzi si traduce in una costante sfiducia da parte dei cittadini

Fare la spesa, quasi, sta diventando un lusso: «Siamo sulle montagne russe, le valutazioni ormai sono sempre quelle da anni, e nel lungo periodo tutto ciò si traduce in una costante sfiducia da parte dei cittadini – prosegue Perria –. L’impatto della crisi, paradossalmente, si vede anche in chi può ancora permettersi di andare al ristorante: c’è chi rinuncia al vino e chi riduce le portate».

«Per le famiglie il rientro delle vacanze si prospetta nella solita stangata autunnale: non c’è solo il caro-scuola, ma incideranno i beni energetici destinati ad aumentare a seguito della nota situazione bellica in Medio Oriente», concorda Mina Busi, presidente di Adiconsum Bergamo.

«Servono interventi concreti»

La proposta: si potrebbe introdurre una detrazione per il materiale scolastico, ancorando il beneficio all’Isee e tutelando anche il ceto medio

Il disagio si tocca con mano. «Lo vediamo nei nostri sportelli – conferma Perria –, sempre più persone arrivano a chiedere aiuto perché faticano a stare dietro a un finanziamento o a far fronte a tutte le spese. Servono interventi concreti: lo sconto sulle accise è limitato al diesel, in generale occorre allargare la visione. Ad esempio, si potrebbe introdurre una detrazione per il materiale scolastico, come già oggi si fa per le rette d’iscrizione, ancorando il beneficio all’Isee e tutelando anche il ceto medio, spesso escluso dalle agevolazioni».

Di rincaro in rincaro, «i consumatori continuano a operare tagli e rinuncia – conclude Busi –. Le voci di spesa considerate in questo conto salato riguardano tutte le voci di spesa della nostra vita quotidiana: gli alimentari, le bollette, il riscaldamento, il materiale scolastico e le spese per la salute. Purtroppo, proprio in relazione alle spese per visite ed esami medici, è opportuno sottolineare che da tempo le persone rinunciano a curarsi».

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