Blocco dei trasporti al Sud, ritardi per frutta e verdura a Bergamo

LE PROTESTE. La produzione locale ha garantito la fornitura di insalate grazie al clima mite. Ma uva, pomodori e arance sono arrivati dall’estero. Problemi anche sui latticini.

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Bergamo

Una ripresa oggi - mercoledì 21 ottobre - della circolazione delle merci al Sud non basterà per tornare effettivamente alla normalità. Lo spiega bene Andrea Chiodi, direttore del Mercato Ortofrutticolo di Bergamo (centro di commercio all’ingrosso per frutta, verdura e prodotti agroalimentari, gestito da Bergamo Mercati) che da giorni sta monitorando le conseguenze della protesta di autotrasportatori e agricoltori che ha coinvolto, in particolare, Sicilia, Calabria e Puglia. «Lunedì 12 ottobre chi era già carico è arrivato a destinazione, ma già venerdì 16 e sabato 17 qualcuno in campagna non avrà tagliato né raccolto, per non correre il rischio di lasciare sui camion merce deperibile» sottolinea Chiodi.

La mobilitazione degli autotrasportatori - a cui in molti casi si sono uniti gli agricoltori - è partita a inizio ottobre in Puglia e Calabria a causa del caro gasolio. Tir e trattori hanno incrociato le braccia condividendo un problema comune, a tal punto che presto la protesta è arrivata in Sicilia e parte della Campania. Non solo l’autostrada A1 è stata bloccata, così come porti e magazzini, ma la cosa principale è che le miriadi di realtà dell’autotrasporto in protesta non garantivano più le partenze (e le consegne) della merce. Se le regioni del Sud hanno potuto vedere presto le conseguenze delle proteste, con scaffali di supermercati e farmacie svuotati e non riforniti, nelle province del Centro Nord le conseguenze del fermo prolungato si stanno misurando concretamente adesso, soprattutto nella filiera dell’agroalimentare.

Nuovi fornitori

Tra i quattro padiglioni del Mercato Ortofrutticolo ogni giorno trovano spazio 16 realtà dell’ingrosso, mentre nell’area centrale sono una cinquantina le aziende agricole del territorio che propongono i loro prodotti. Si va dalle realtà più strutturate e con più dipendenti, a quelle a conduzione familiare. Gli imprenditori del mercato il blocco dei collegamenti tra Nord e Sud Italia lo stanno seguendo con attenzione.

«L’uva non si riesce a trovare»

Le sue conseguenze si sono fatte sentire per la mancanza di alcuni prodotti: «L’uva, quella non si riesce a trovare», conferma Chiodi. Ma l’incertezza delle consegne ha anche spronato qualcuno a cambiare i propri riferimenti, come sottolinea il direttore: «Per le verdure a foglia la produzione locale ha sopperito le mancanze, grazie anche al clima mite, per altri prodotti come pomodori e arance si è comprato dall’estero, soprattutto Spagna, Turchia e Albania, perché gli arrivi nei porti non si sono mai fermati e certamente questo ha fatto male alla nostra agricoltura».

In generale il territorio bergamasco ha reagito bene, sia nella disponibilità di produzioni a filiera corta che di arrivi dall’estero. Inoltre, sembra che il Nord Est ora riesca a rifornire il mercato di insalate anche in periodi dell’anno più autunnali e questo «potrebbe cambiare qualche assetto del mercato», sottolinea Chiodi, ricordando che altri prodotti scarseggiavano anche prima del blocco: «Lo abbiamo visto con i pomodori. C’era scarsità e il prezzo era già salito».

La grande distribuzione

Nel frattempo il blocco prolungato ha causato qualche ripercussione anche nella Grande distribuzione organizzata (Gdo) attiva con i propri supermercati nella provincia. Se Iperal, che in Bergamasca conta 15 punti vendita, conferma l’assenza sugli scaffali di alcuni prodotti tipici delle regioni coinvolte come le mozzarelle pugliesi, dall’altra parte spiega di aver sopperito «alla carenza di frutta e verdura proveniente soprattutto dalla Sicilia con acquisti dei medesimi prodotti in arrivo da Spagna e Turchia».

Sullo stesso tema Conad Centro Nord, la cooperativa competente territorialmente su Bergamo, con oltre 40 punti vendita in provincia, non sta riscontrano particolari problemi in termini di approvvigionamenti anche se conferma qualche rallentamento o limitate indisponibilità in particolare sull’ortofrutta, in arrivo dal Sud. «La cooperativa - spiegano da Conad - sta diversificando ove possibile le fonti con ulteriori acquisti nel Nord Italia e, in particolare, in Emilia-Romagna».

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