Crisi del mercato biciclette, Bianchi avvia la procedura di composizione negoziata
LO STORICO PRODUTTORE. Solo due anni fa investiti 40 milioni nella nuova fabbrica e riportate in Italia le produzioni: «Operazione non ancora ammortizzata».
Lettura 2 min.Treviglio
La crisi del mercato della bicicletta rischia di mettere in ginocchio la Bianchi: la storica azienda bergamasca ha avviato una composizione negoziata della crisi di impresa, la procedura che consente alle aziende in condizioni di squilibrio patrimoniale o economico-finanziario di perseguire il risanamento dell’attività con il supporto di un esperto indipendente, a cui è affidato il compito di agevolare le trattative con i creditori e gli altri soggetti interessati. L’avvio della procedura risale al 30 settembre scorso, ma è rimbalzata sulla stampa di settore solo in questi giorni dopo un’intervista rilasciata da Tony Grimaldi, amministratore delegato della F.I.V. Edoardo Bianchi Spa, a Escape Collective, testata online dedicata al ciclismo e alla community del settore.
La più antica fabbrica di biciclette italiana, fondata a Milano nel 1885, aveva nel 2024 (ultimo bilancio disponibile) circa 100 milioni di debito, di cui 64 verso le banche, a fronte di un fatturato di 114 milioni di euro (erano 57 milioni appena 5 anni prima, nel 2019). «Siamo stati troppo ambiziosi» è il titolo dato all’articolo nel quale l’amministratore delegato sottolineava come il mercato delle bici oggi «è caratterizzato da un’offerta eccessiva».
«L’attuale crisi non è paragonabile a quella che si era innescata tra il 2008 e il 2009 perché oggi è la domanda che manca: tanti nostri concorrenti hanno abbassato i prezzi pur di vendere e hanno eroso ulteriormente nostre quote di mercato»
Il settore era letteralmente esploso nel 2021: dopo la pandemia, tutti volevano comprare una bicicletta nuova per pedalare all’aria aperta e in negozio bisognava aspettare più di un anno per ritirare il modello scelto. Nello stesso anno Bianchi aveva deciso di riportare in Italia, a Treviglio, la sua produzione, costruendo una nuova fabbrica, inaugurata a giugno del 2024, da 40 milioni di euro, interamente automatizzata e capace di produrre più di mille biciclette al giorno. «La domanda però – ha spiegato ieri sera al telefono Salvatore Grimaldi, presidente della Bianchi, in quanto l’azienda bergamasca dal 1997 fa parte del gruppo Cycleurope A.B., compagnia svedese appartenente proprio al Gruppo Grimaldi – si è fermata di colpo e ha mandato in crisi tutto il nostro settore. Quest’estate un grande produttore olandese è stato dichiarato fallito (il riferimento è ad Accell Group, che a gennaio 2022 era stato acquisito dal fondo Kkr per 1,56 miliardi di euro, ndr) e confesso che per noi adesso è fondamentale sopravvivere alle difficoltà che stiamo attraversando. L’attuale crisi non è paragonabile a quella che si era innescata tra il 2008 e il 2009 perché oggi è la domanda che manca: tanti nostri concorrenti hanno abbassato i prezzi pur di vendere e hanno eroso ulteriormente nostre quote di mercato. Tutto questo avviene mentre non abbiamo ammortizzato l’investimento fatto a Treviglio, dove abbiamo creato la fabbrica di biciclette più bella al mondo ma che oggi produce senza vendere. Nonostante questo, guardiamo avanti: il prossimo anno saranno trent’anni che la mia famiglia ha investito in Bianchi e vogliamo arrivarci al meglio».
A Treviglio lavorano attualmente 160 dipendenti diretti e una decina di lavoratori in somministrazione
La Camera di Commercio di Bergamo ha nominato l’avvocato Eugenio Bissocoli, con studio a Milano e a Genova, come esperto mediatore per la composizione negoziata della crisi. Martedì i sindacati hanno incontrato i lavoratori: «Per loro – spiega Simone Grisa della Fiom Cgil – sono iniziate 13 settimane di cassa integrazione ordinaria che finiranno il 22 novembre. A Treviglio lavorano attualmente 160 dipendenti diretti e una decina di lavoratori in somministrazione. Nessuno si aspettava la procedura ma qualche segnale di preoccupazione lo avevamo colto, come la cassa integrazione chiesta anche nel 2025 e di nuovo nella prima parte del 2026. Seguiamo con attenzione l’evolversi della situazione». Il 29 ottobre Bianchi e il Team Bahrain avevano interrotto la collaborazione «con effetto immediato». La squadra che parteciperà ai prossimi Giro d’Italia, Tour de France e Vuelta di Spagna non userà le bici prodotte dal reparto corse di Treviglio.
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