Elettrodomestici e smartphone, dal 22 ottobre nuove tutele per chi sceglie di riparare

LA NOVITÀ. Entra in vigore il decreto sul diritto alla riparazione. Garanzia estesa di 12 mesi in alcuni casi e nuovi obblighi per i produttori anche fuori garanzia.

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Bergamo

Riparare un elettrodomestico o uno smartphone invece di sostituirlo diventa più semplice, con nuove tutele per i consumatori. Da giovedì 22 ottobre entra in vigore il decreto legislativo che recepisce la direttiva europea sul diritto alla riparazione, con l’obiettivo di prolungare la vita dei prodotti e ridurre i rifiuti.

Le novità riguardano sia gli acquisti coperti dalla garanzia legale sia, a determinate condizioni, i guasti che si verificano dopo la sua scadenza.

Garanzia, dodici mesi in più per chi sceglie la riparazione

La prima novità riguarda i prodotti che presentano un difetto di conformità durante il periodo di responsabilità del venditore. Se il consumatore sceglie la riparazione anziché la sostituzione, la copertura viene prolungata di 12 mesi, una sola volta. Il venditore deve informare l’acquirente di questa possibilità. La disposizione si applica ai contratti conclusi a partire dal 31 luglio 2026.

Elettrodomestici e smartphone, cosa cambia fuori garanzia

Nuovi obblighi anche per i produttori di beni come lavatrici, lavastoviglie, frigoriferi, asciugatrici, televisori, aspirapolvere, smartphone e tablet, oltre ad altre categorie individuate dalla normativa europea.

Quando il prodotto è coperto dalle specifiche europee di riparabilità, il fabbricante deve effettuare la riparazione, se possibile, gratuitamente o a un prezzo ragionevole e in tempi ragionevoli. Non potrà rifiutare l’intervento soltanto perché il dispositivo è già stato riparato da un altro tecnico, né ostacolare senza giustificazioni l’utilizzo di ricambi compatibili, usati o realizzati con stampa 3D, purché conformi alle norme.

Preventivi e sanzioni fino a 50mila euro

I riparatori potranno fornire un modulo europeo standard con indicazioni su prezzo, tempi e condizioni dell’intervento, che resteranno valide per almeno 30 giorni. Il modulo è gratuito, anche se eventuali attività diagnostiche necessarie possono essere a pagamento. Per le violazioni degli obblighi previsti sono stabilite sanzioni da 5mila a 50mila euro, raddoppiabili nei casi più gravi.

Adiconsum Bergamo: «Un passo verso l’economia circolare»

«Questa normativa rappresenta un pilastro fondamentale per la transizione verso un’economia circolare», sottolinea Mina Busi, presidente di Adiconsum Bergamo.

L’associazione richiama anche i benefici ambientali: secondo i dati europei citati da Busi, la sostituzione prematura di prodotti ancora riparabili genera ogni anno circa 35 milioni di tonnellate di rifiuti. Prolungare la vita degli apparecchi significa quindi ridurre gli scarti, il consumo di materie prime e le emissioni legate alla produzione di nuovi dispositivi.

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