Il fotovoltaico Italgen più grande nell’Isola bergamasca: «Coprirà il fabbisogno di 5mila famiglie»

L’INAUGURAZIONE. Attivo da inizio anno a Chignolo, conta 13.680 pannelli solari. Per realizzarlo, investimento da 8 milioni. Pesenti (Italmobiliare): «Non ci siano esitazioni sulla transizione verde». L’ad Musicco: «Batterie prossima sfida».

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Taglio del nastro per il più grande impianto fotovoltaico di Italgen, azienda attiva nella produzione e nel trasporto di energia da fonti 100% rinnovabili, detenuta dalla Italmobiliare della famiglia Pesenti. La struttura, attiva da inizio anno ma inaugurata ieri, sorge a Chignolo d’Isola e, con 13.680 pannelli solari e una potenza installata di 9,8 MW, si colloca tra i più grandi parchi fotovoltaici della Lombardia.

Italgen stima che la produzione annua, pari a circa 15 GWh, soddisferà il fabbisogno di

5mila famiglie, abbattendo emissioni pari a 3mila tonnellate di anidride carbonica l’anno. L’investimento, conferma l’ad Luca Musicco, è stato di 8 milioni, che «si ripagherà nel giro di 8-12 anni, a seconda dell’andamento dei prezzi dell’energia». «Questo progetto conferma la natura “rinnovabile” di Italgen. Oggi abbiamo 41 asset di generazione e il nostro mix energetico è composto al 70% da idroelettrico e al 30% da solare», continua Musicco. Che ricorda che Italgen ha avviato dei progetti sull’eolico in Puglia, per i quali però «è ancora difficile fornire un cronoprogramma definitivo».

Impianto di Chignolo, fiore all’occhiello

L’impianto bergamasco ha consentito all’azienda di superare l’obiettivo dei 100 MW di potenza installata fissato nel 2021, quando la potenza era di 57 MW: «Abbiamo investito 80 milioni in cinque anni per diversificare e incrementare la capacità produttiva. Ora vogliamo arrivare a 160 MW nei prossimi tre anni. L’impianto di Chignolo è un sostegno

concreto alla transizione energetica del nostro Paese», continua Musicco. Carlo Pesenti, presidente e consigliere delegato di Italmobiliare, ha sottolineato l’importanza delle rinnovabili per il gruppo: «Percepisco alcune esitazioni nella transizione verde. Credo che vadano cancellate: ciò che succede nel mondo ci conferma quanto sia importante investire nelle nuove fonti energetiche», ha dichiarato durante la cerimonia del taglio del nastro dell’impianto, ribadendo che «l’investimento conferma la strategia e l’impegno del gruppo Italmobiliare. Abbiamo un ampio ventaglio di servizi per la sostenibilità calati sulle realtà del nostro gruppo: c’è chi si occupa di energia, chi di catene del valore, chi di tecnologia e innovazione».

Costo dell’energia, il più alto d’Europa

«In Italia, il costo dell’energia è il più alto d’Europa: è un peso sulle aziende e riduce la competitività. Impianti come quello di Chignolo dimostrano che la strada verso le rinnovabili è quella che tutti dovremmo perseguire», gli ha fatto eco la presidente di Confindustria Bergamo, Giovanna Ricuperati. Ricuperati ha anche sottolineato il ruolo di Bergamo nella transizione energetica: «La nostra provincia è la prima in Europa per la produzione di tecnologie di trasporto dell’elettricità grazie a realtà come Schneider Electric, Abb, Gewiss, Scame e Lovato Electric. Confindustria continuerà a lavorare per rafforzare questa filiera».

L’impianto, che copre un’area di 142mila metri quadrati, sorge su un terreno di proprietà delle famiglie imprenditoriali Panseri e Rosa, di cui Italgen ha acquisito il diritto di sfruttamento superficiale fino al 2055. I pannelli sono stati forniti dalla cinese JinkoSolar, mentre gli inseguitori monoassiali (i dispositivi che orientano i pannelli seguendo il percorso del sole) sono prodotti dall’italiana Soltigua. La realizzazione delle cabine del sito, invece, è stata curata dalla Inntea di Onore. «Abbiamo fatto molta ricerca sulle tecnologie: volevamo i pannelli e gli inverter migliori, abbiamo progettato delle cabine in modo che non fosse necessario costruirle in sito ma potessero essere progettate in fabbrica, su misura per le nostre esigenze», ha spiegato il responsabile Business development di Italgen, Angelo Franchini.

La sfida delle batterie

«Questo progetto ci ha fornito ulteriori competenze nella selezione dei prodotti migliori sul mercato, che presto adatteremo anche ai sistemi di accumulo», ha aggiunto Musicco, prefigurando l’ingresso di Italgen nel settore delle batterie: «Sono la prossima sfida. Abbiamo già avviato un impianto pilota da Capitelli (un’altra azienda del gruppo Italmobiliare, attiva nel settore alimentare e con sede nel piacentino,ndr), che permette di coprire il fabbisogno elettrico abbinando la generazione di energia solare a una batteria fatta su misura per le ore notturne».

Importanti anche le opere compensative legate al nuovo impianto: «Abbiamo creato un corridoio ecologico per la fauna locale, insieme a delle siepi per nascondere i pannelli - ha precisato Fabio Mazzoleni, responsabile dello sviluppo tecnico di Italgen -. Con il Comune di Chignolo abbiamo installato due colonnine di ricarica per i veicoli elettrici e presto ne forniremo altre tre. Infine, creeremo un impianto fotovoltaico da 120 KW che verrà ceduto gratuitamente al Comune, che lo inserirà in una Comunità energetica rinnovabile».

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