Il robot di Oversonic si fa in tre: operaio, «infermiere», magazziniere

NUOVE TECNOLOGIE. Stando ai dati del rapporto «World Robotics 2025», quelli attivi a livello industriale erano 4,7 milioni nel 2024, contro i 2,7 milioni del periodo pre-pandemìa. Tra le categorie più in crescita ci sono gli umanoidi, sotto i riflettori per i rapidi progressi nella loro progettazione grazie all’IA fisica.

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Il balzo dei robot è lì da vedere. Stando ai dati del rapporto «World Robotics 2025», quelli attivi a livello industriale erano 4,7 milioni nel 2024, contro i 2,7 milioni del periodo pre-pandemìa. Tra le categorie più in crescita ci sono gli umanoidi, sotto i riflettori per i rapidi progressi nella loro progettazione grazie all’IA fisica.

Oversonic Robotics, realtà di Carate Brianza che produce il robot «RoBee», è un costruttore maturo di umanoidi sul mercato italiano. Tra i finanziatori di Oversonic c’è anche il patron di Brembo, Alberto Bombassei, tramite il fondo di investimento Cysero, di cui è gestore la Avm di Giovanna Dossena. Di recente sono entrate nel capitale dell’azienda anche STMicroelectronics (attiva nel settore dei semiconduttori, contribuirà allo sviluppo di nuove tecnologie e all’affiancamento nella manifattura avanzata), Fondazione Enea Tech e Biomedical (supporto nello sviluppo di umanoidi certificati per applicazioni in ambito sanitario) e SpotInvest (ambiti applicativi legati ai servizi e all’automazione di processo nel settore food). I loro investimenti serviranno a sviluppare le tecnologie, rafforzare l’organico e ampliare la capacità industriale di Oversonic. L’a.d. Paolo Denti ha spiegato che cosa distingue l’azienda dagli altri produttori di robot umanoidi.

Quali mansioni possono svolgere i vostri robot?

«La nostra gamma presenta tre modelli di robot, ovvero “RoBee R”, il robot industriale generico che si integra nei processi manifatturieri, “RoBee M”, una versione dedicata all’ambito medico-sanitario e agli ospedali, e “RoBee F”, che è un modello meno umanoide, un “centauro” con busto e braccia umani montati su un carrello elevatore, ideale per la logistica e l’automazione di magazzino».

Quali sono i comparti industriali in cui verranno adottati i robot umanoidi?

«Da una parte ci sono quelli in cui siamo già operativi, ovvero i semiconduttori e l’automotive. Stiamo crescendo anche nel settore delle materie plastiche: la plastica è un materiale leggero, perciò si sposa perfettamente con i limiti di peso che il nostro robot può movimentare in sicurezza. Il motivo principale che spinge le imprese verso le nostre soluzioni è la carenza di forza-lavoro, che si unisce alla necessità di rimuovere i lavori usuranti o pericolosi».

Alcuni esperti sostengono che modernizzare le linee produttive sia preferibile all’utilizzo dei robot umanoidi.

«Il mercato moderno richiede linee flessibili e tempi di ritorno sull’investimento ridotti. In passato si potevano programmare delle piattaforme automatizzate con degli ammortamenti decennali. Le cose sono cambiate: ciò che oggi funziona potrebbe smettere improvvisamente di farlo domani. Chi difende a oltranza l’automazione tradizionale fa parte di una vecchia scuola che fatica a guardare al futuro».

«Visto che sappiamo che una normativa per i robot bipedi ancora non esiste, le nostre macchine si muovono su ruote, non camminano. Credo sia stata una scelta lungimirante, perché la regolamentazione della camminata dei robot era inizialmente prevista tra il 2027 e il 2028, ma ora i tavoli tecnici sembrano essere slittati al 2030».

Un altro fronte di dibattito è quello della sicurezza e della burocrazia: al momento non ci sono ancora norme dedicate ai robot umanoidi. Come gestite il vuoto legislativo?

«Siamo nati guardando al mercato, perciò abbiamo affrontato il problema ponendoci degli stringenti vincoli di sicurezza fin dal primo giorno. Per esempio, visto che sappiamo che una normativa per i robot bipedi ancora non esiste, le nostre macchine si muovono su ruote, non camminano. Credo sia stata una scelta lungimirante, perché la regolamentazione della camminata dei robot era inizialmente prevista tra il 2027 e il 2028, ma ora i tavoli tecnici sembrano essere slittati al 2030».

Il mercato dei robot umanoidi è dominato da due colossi cinesi, Unitree e Agibot. Qual è la strategia di Oversonic contro la concorrenza cinese?

«Colossi come Unitree e Agibot stanno sviluppando i loro prodotti soprattutto per il mercato di massa. Se si chiedesse loro quante delle loro macchine operano in un contesto industriale, la risposta probabilmente sarebbe zero. Negli Stati Uniti le cose non vanno diversamente. L’Europa deve proporre una via alternativa: il nostro continente è la culla dell’automazione industriale e possiede competenze meccaniche, elettroniche e informatiche straordinarie, perciò la partita sull’IA fisica e agentica è ancora aperta».

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