Ricavi record per l’industria della bellezza. La «Cosmetic valley» guida la produzione
IL REPORT. Il comparto conta 1.850 aziende e 18 miliardi di fatturato. Oltre la metà delle imprese tra Bergamo, Crema, Lodi e Milano.
Lettura 2 min.Sviluppo del prodotto, formulazione, packaging, flessibilità manifatturiera e supporto al marketing. Sono queste le capacità da «beauty maker» che il mondo riconosce all’industria cosmetica italiana e che le stanno permettendo di inanellare anni di record di fatturato.
Bergamo nella «Cosmetic Valley»
Il 2025, infatti, per il comparto si è chiuso con l’ennesimo traguardo raggiunto: 18 miliardi di euro di ricavi, in crescita del 2,5% rispetto al 2024, con un incremento dell’1,2% sul mercato interno. La filiera allargata, invece, ha raggiunto i 49 miliardi e un valore aggiunto di 31,5 miliardi (pari al 5,6% del valore aggiunto della manifattura e commercio in Italia). Gli occupati diretti sono 105mila. A riportarlo è lo studio realizzato da Teha Group per Cosmetica Italia che, a livello nazionale, conta 1.850 imprese attive, oltre la metà delle quali opera nella «Cosmetic Valley» tra Bergamo, Crema, Lodi e Milano. In quest’area si concentra soprattutto la produzione conto terzi per marchi globali e qui si trova quel know how industriale riconosciuto in tutto il mondo.
Il report analizza, a tal proposito, un campione di 110 aziende contoterziste mostrando come in un decennio il loro fatturato sia più che raddoppiato, passando da circa 1,2 miliardi di euro nel 2015 a 2,7 miliardi nel 2024, con circa 9mila addetti. Geograficamente il 53% delle aziende contoterziste si colloca in Lombardia, altri poli sono Emilia-Romagna e Veneto.
Investitori stranieri nel 13% delle imprese
Un potenziale produttivo che fa gola a sempre più attori esteri. Ad oggi, infatti, il 13% delle realtà della cosmetica italiana fa capo a un azionista estero, ma genera oltre il 37% dei ricavi totali della filiera industriale. Anche in questo caso la Lombardia primeggia, dato che quasi tre imprese su cinque della cosmetica a capitale straniero in Italia si concentrano in questa regione, il 57% del totale. Tra i Paesi più presenti come investitori c’è la Francia che primeggia sia in termini di numero di imprese (15,4%) che in termini di fatturato (37,8%). In quanto a incidenza del controllo estero le altre nazioni presenti sono la Svizzera (14,2%) e gli Stati Uniti (8,9%) che, in termini di ricavi pesano per il 13,7%, mentre il Lussemburgo li precede con il 14,1%. L’Italia viene scelta dagli investitori stranieri, spiega il report, per l’attrattività del mercato su diversi beni cosmetici, per la capacità industriale e di ricerca e sviluppo. Circa l’80% delle imprese che si occupano di distribuzione è controllata da azionisti francesi, svizzeri, tedeschi e cinesi, mentre nella componente manifatturiera, gli investimenti sono condotti da azionisti di controllo lussemburghesi (54%) statunitensi (45%) e belga (43%). In un decennio i ricavi generati dalle business unit cosmetics delle imprese cosmetiche a capitale estero sono aumentati del 5,3% medio annuo, incidendo nell’occupazione per il più 4,7% medio annuo (in numeri reali si è passati da 13,5 mila a 20,5 mila dipendenti).
Circa l’80% delle imprese che si occupano di distribuzione è controllata da azionisti francesi, svizzeri, tedeschi e cinesi, mentre nella componente manifatturiera, gli investimenti sono condotti da azionisti di controllo lussemburghesi (54%) statunitensi (45%) e belga (43%).
L’export vale 8,6 miliardi
All’estero si rivolge anche l’export che, nel 2025, ha raggiunto il valore record di 8,6 miliardi di euro (più 4% rispetto al 2024) con una crescita continua negli ultimi quindici anni. In questo senso l’Europa è il principale mercato di destinazione, assorbendo il 61,8% delle esportazioni. Seguono Asia (16,5%) e America del Nord (14,5%). Più contenuto è il peso dell’America Centro-Meridionale, pari al 4,2%, mentre Africa e Oceania rappresentano rispettivamente l’1,7% e l’1,3%. I dati confermano come gli Usa restino un mercato chiave con valori di esportazioni che nel 2025, hanno raggiunto gli 1,17 miliardi di euro, mentre tra le aree più interessanti per lo sviluppo potenziale ci sono Mercosur e India cresciute rispettivamente del 32,8% e 29,7%.
© RIPRODUZIONE RISERVATA